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Decreto di Maio, M5S: «È Sei Toscana che licenzia. Questa è una strumentalizzazione»

Il presidente M5S Toscana, Giacomo Giannarelli: “L’impressione è che si voglia risparmiare su stipendi e contributi”

GROSSETO –  «È in atto una strumentalizzazione del decreto dignità a danno dei lavoratori del comparto rifiuti.
Sei toscana sta lasciando a casa decine di dipendenti con contratti di durata. La società, ormai è chiaro a tutti, vuole spingere i lavoratori verso le cooperative sociali per poi riassumerli abbattendo i costi». A parlare così in una nota è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale Giacomo Giannarelli.

«Sei Toscana, che in questi anni ha attuato un sistema di gestione del personale basato sulla precarizzazione – vi sono interinali che lavorano in azienda da anni con contratti di somministrazione costantemente rinnovati – oggi, invece di procedere finalmente alla sacrosanta stabilizzazione di quei dipendenti, ferma i rapporti in essere e punta sulle cooperative di tipo b».

«L’impressione – spiega il presidente del gruppo M5S in Regione, Giacomo Giannarelli – è che si voglia sostituire il personale somministrato con quello, meno pagato, delle cooperative sociali per risparmiare su stipendi e contributi. Temiamo che per avviare questa operazione i vertici dell’azienda abbiano messo le mani avanti iniziando a scaricare le responsabilità su di un atto governativo, in corso di approvazione, che ha invece come obiettivo la contrazione del lavoro precario».

«Ma non è tutto. Sei Toscana sta anche promuovendo delle nuove linee industriali che mirano al sacrificio della raccolta porta a porta, così come ventilato dall’amministratore delegato della società, Marco Mairaghi.  L’Ad di Sei Toscana, annunciando la virata verso i cassonetti “intelligenti”, si arroga la facoltà di decidere quali siano le buone pratiche di gestione dei rifiuti in Ato Sud, compito che non gli spetta. Ma soprattutto – prosegue Giannarelli – dimentica quanto il Movimento va dicendo da molto tempo: il sostegno alla pratica di raccolta porta a porta estesa a tutta la Toscana garantirebbe un sistema virtuoso di gestione e darebbe vita, così come evidenziato nel piano regionale rifiuti, a mille e cinquecento nuovi posti di lavoro. Una vera e propria boccata d’ossigeno per migliaia di famiglie toscane».

Il Movimento 5 stelle proseguirà dunque la propria battaglia affinché chi di dovere sia spinto ad assicurare un’alta efficienza dei servizi e un sempre maggiore risvolto occupazionale.

 

 

 

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