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Decreto Di Maio e lavoratori Sei Toscana, Cisl: «Contro i tagli intervengano gli amministratori locali»

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GROSSETO – La Cisl di Grosseto interviene sulla vicenda legata all’interruzione dei contratti a tempo determinato dei lavoratori interinali di cui Sei Toscana si serve per la pulizia strade e raccolta differenziata porta a porta. Proprio per questo la Fit Cisl, insieme alle altre sigle sindacali, ha incontrato questa mattina i rappresentanti di Sei Toscana per fare il punto su quello che sarà il futuro, ribadendo la soluzione che metterebbe tutti d’accordo: ovvero l’assunzione a tempo indeterminato, intanto della parte strutturale dei complessivi 464 lavoratori interinali (ovvero di quelli che lavorano in Sei Toscana da 3 a 5 anni, ma ci sono dentro anche lavoratori da 8-9 anni).

“Siamo contrari a un’operazione che potrebbe essere stata concepita – ha spiegato Fabrizio Milani, segretario generale Cisl Grosseto – non come risposta a un decreto che costringe le aziende ad assumere, ma come recupero cassa. La nostra preoccupazione riguarda sia il piano industriale sia il progetto di inclusione sociale proposto dall’azienda, che prevede l’assegnazione a cooperative sociali di tipo B di una parte consistente del servizio di raccolta porta a porta, lavoratori questi, a cui non viene applicato il contratto nazionale di settore,  mentre noi diciamo si al tempo determinato attraverso le agenzie di somministrazione, ma con il contratto nazionale di settore e quindi con lo stesso salario e gli stessi diritti dei dipendenti di Sei Toscana, pertanto ribadiamo il no assoluto a chi vuole sostituire il personale somministrato con quello meno pagato delle cooperative sociali per risparmiare sui salari e sui contributi. Non vorremmo che, trincerandosi dietro l’interpretazione di un decreto, qualcuno pensasse di far pagare ai lavoratori il conto di errori commessi in passato (bilancio approvato con 4 milioni e 200 mila euro di disavanzo, e un piano di rientro che ancora non conosciamo, ma che sopratutto non conoscono i cittadini) tagliando gli stipendi e dando ai cittadini servizi di qualità sempre più bassa”.

Assolutamente insoddisfacente la risposta dell’azienda, visto che procederà alla stabilizzazione di 45 lavoratori interinali nell’intero ATO, esternalizzando alle coop sociali l’attuale fabbisogno di manodopera e rinviando a dopo il 31 agosto, data in cui si riunirà il CDA di 6 Toscana, qualsiasi altra eventuale risposta.

“Chiediamo agli amministratori locali, a cominciare da quelli del Comune capoluogo, di adoperarsi nell’interesse dei cittadini che sono chiamati a rappresentare. Per colpa di un’interpretazione bizzarra del decreto dignità, l’azienda farà gestire i lavoratori interinali dalle coop sociali di tipo B, con due conseguenze pesantissime: da un lato le famiglie che si ritroveranno con un salario quasi dimezzato dall’altro molti servizi essenziali per il decoro e l’igiene delle città non potranno essere svolti come di consueto, visto che i lavoratori delle coop faranno solo la raccolta porta a porta. Stiamo vivendo una situazione d’emergenza – conclude Milani – e faremo di tutto affinché sia ripristinata al più presto la normalità”.

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