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Decreto Di Maio: 250 lavoratori Sei Toscana vanno a casa. «Che dignità c’è?»

Le nuove regole del governo su contratti a termine “mandano a casa” 250 lavoratori SEI Toscana.

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GROSSETO – «L’azione di “cambiamento” del governo gialloverde è indubbiamente veloce e gli effetti delle scelte attuate si possono registrare anche vicino a noi.  Sei Toscana, l’impresa che gestisce la raccolta e smaltimento rifiuti, a seguito del decreto dignità, che ha cambiato le norme sui contratti a termine e i contratti interinali, ha deciso di “mandare a casa” 250 lavoratori interinali. Ad intervenire sull’argomento, esprimendo grande preoccupazione è Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo, che critica fortemente la decisione e lancia un appello a tutti i rappresentanti delle istituzioni: «Fermatevi»

«La lettura del decreto non è chiara e il legale ha consigliato l’azienda di non rinnovare i contratti. Per garantire i servizi è stata  trovata la soluzione di esternalizzare alle coop del territorio. Le coop forse chiameranno gli stessi lavoratori? Che garanzie ci sono ? Che dignità c’è in tutto questo? Il risultato sono disagi per i cittadini perché molti servizi si interromperanno, un grave danno per l’impresa, un dramma per molte famiglie».

«Tutto questo avviene nel silenzio colpevole di un governo incapace e nell’inerzia dei sindacati. La perdita di 250 posti di lavoro è un fardello pesantissimo, un colpo sociale. Fermatevi. Lo dico nella consapevolezza dell’importanza di ognuno dei 250 coinvolti. È da irresponsabili determinare queste situazioni, è da irresponsabili non fare di tutto per evitarle. Il mio è un appello a tutte le istituzioni, ai deputati eletti  in tutte le liste e, in particolare, a quelli che rappresentano la maggioranza governativa nelle nostre terre. Fermateli!».

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