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Confesercenti scrive a Ministero e Regione: «La chiusura della biglietteria danno per il territorio»

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ORBETELLO – «In merito alla situazione della stazione di Orbetello abbiamo già scritto a Governo e Regione». Enrico Tellini, responsabile della zona sud per Confesercenti, torna a parlare di un tema che è molto caro agli orbetellani, quello della stazione del comune lagunare. «La chiusura della biglietteria della stazione, oltre ad essere un servizio che di fatto viene tolto ai cittadini e ai turisti, significa anche la rinuncia ad un presidio contro il degrado e la criminalità».

«La Stazione di Orbetello – scrive Tellini nella sua lettera a Ministero dei trasporti e Regione – è lo scalo che serve la metà della provincia di Grosseto, e cioè tutta la parte sud della Toscana. Tutti i comuni della costa e della collina (Manciano, Pitigliano, Magliano in Toscana, Isola del Giglio, Monte Argentario ed Orbetello) utilizzano lo scalo di Orbetello: circa 45 mila residenti che diventano, con l’arrivo dei turisti, più di 150 mila». Tellini ringrazia il consigliere regionale Leonardo Marras (che, accogliendo le richieste di Confesercenti ha presentato una interrogazione in Giunta), e chiama in causa gli altri rappresentanti politici, e i parlamentari eletti sul territorio, perché si facciano carico delle istanze dei cittadini.

«La redditività d’impresa non può essere l’unica stella da seguire – prosegue Tellini – specie per un settore fondamentale, con una funzione pubblica, come quello dei trasporti. Né si può pensare che tutti possano utilizzare solo i servizi e le biglietterie on line».

«E allora – chiede Tellini – perché non discutere con i territori una decisione tanto importante come questa? Perché disporre in maniera unilaterale la chiusura, con possibili danni all’economia di tutto un territorio? Perché, invece di chiuderla, non ampliare, magari in accordo con le istituzioni locali, i servizi offerti, perché non farne una sorta di luogo di prima accoglienza con annesso ufficio informazioni turistiche?».

«Chiudere i servizi di interesse generale equivale a condannare definitamente al collasso l’immagine e l’economia di questa terra “amara” ma bellissima, meta di turisti, anche stranieri, che amano le bellezze naturali, l’archeologia, il mare e il nostro cibo. Gente che magari ha affrontato viaggi lunghissimi per poi approdare ad un luogo desolato e privo di quei servizi fondamentali che ogni Paese, invece, implementa sempre più».

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