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Scoperta archeologica in Maremma: dagli scavi riemerge l’officina di un fabbro romano

CINIGIANO – Per 4 settimane 25 archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Borgo Santa Rita, nel comune di Cinigiano, per continuare gli scavi archeologici di Podere Marzuolo, nell’ambito del Marzuolo Archaeological Project, sotto la direzione della professoressa Astrid Van Oyen dell’Università di Cornell, negli Stati Uniti. La nuova campagna di scavo ha portato ad un risultato interessante: è stata scoperta l’officina di un fabbro, con alcuni dei suoi strumenti di lavoro, le tenaglie e un martello. Lo scavo ha messo in evidenza le varie fasi operative, dal raffreddamento degli strumenti al riciclo della materia prima.

“La soddisfazione è tantissima – afferma il sindaco di Cinigiano, Romina Sani– gli scavi di podere Marzuolo ci consentono, ogni anno, di scoprire un nuovo tassello utile non solo a ricostruire la storia romana ma anche a sapere qualcosa di più sulle nostre origini. Per questo, al termine di ogni campagna di scavo, abbiamo voluto rendere partecipi i cittadini organizzando delle visite speciali, guidate dagli stessi archeologi. Podere Marzuolo è patrimonio di tutti.”

Il sito di Podere Marzuolo fornisce delle informazioni interessanti sulla vita delle classi contadine meno abbienti di epoca romana. “Né città, né villa – commenta la professoressa Astrid Van Oyen – parliamo di un territorio abitato da piccoli contadini. Per raggiungere la città più vicina, Roselle, occorreva camminare un giorno intero a piedi. Eppure in questo contesto tipicamente rurale, si formò un centro produttivo molto importante e attivo, dove si svolgevano vari tipi di artigianato. Marzuolo produceva ceramica sigillata, cioè il vasellame a rivestimento rosso brillante che adornava le tavole nel mondo romano. Quando iniziò la produzione a Podere Marzuolo, la ceramica sigillata era un prodotto nuovo sul mercato. E anche gli artigiani di Marzuolo sperimentavano argille e processi di cottura. L’innovazione, dunque, non si faceva soltanto nelle grandi città dell’epoca, come a Roma, ma in campagna e riguardava non solo la gente ricca ma anche i contadini, sia come produttori, sia come consumatori”.

“Gli scavi del 2018– prosegue la professoressa Astrid – si sono focalizzati sul settore produttivo del sito, distrutto da un drammatico incendio intorno alla metà del primo secolo d.C. Ed è questa distruzione che ha ‘preservato’ le attività degli artigiani proprio come fossero in corso d’opera. Marzuolo è un sito unico nel suo genere per capire le dinamiche dell’Italia rurale romana, ma non si lascia interpretare facilmente ed è questo il fascino dell’archeologia: speriamo di tornare a Cinigiano nei prossimi anni per continuare la ricerca, che è nostra priorità condividere con la popolazione locale, in occasione dell’annuale visita guidata dagli archeologi, che quest’anno si è svolta il 19 luglio”.

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