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Raccolta del pomodoro, l’appello: «Stagione difficile. Gli stabilimenti restino aperti di più»

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GROSSETO – «Il pomodoro rappresenta un’ingrediente fondamentale della cucina mediterranea.
In tutta la regione Toscana e più precisamente nelle province di Grosseto, Livorno, Pisa e nella zona della Valdichiana vengono coltivati circa millesettecento ettari di pomodoro da industria, per una produzione, in annate normali, di centoquarantamila tonnellate circa» a parlare è Fausto Bandinelli, responsabile agricoltura segreteria provinciale PD Grosseto, che fa un focus sulla produzione di pomolo in Maremma, sottolineando la necessità

«Sulle province di Grosseto e Pisa trovano collocazione quattro importanti stabilimenti di lavorazione – illustra Bandinelli – la produzione toscana da anni ha puntato alla ricerca della qualità con ottimi risultati. Il precedente esecutivo di centro sinistra ha ottenuto un importante risultato riguardo all’etichettatura. Nella Gazzetta Ufficiale numero 47 del 26 Febbraio 2018, è stato pubblicato il decreto del 16 Novembre. E’ stato stabilito che nell’etichettatura di tutti i derivati ed anche di altri alimenti come sughi e salse contenenti nei loro ingredienti almeno il cinquanta percento di derivati del pomodoro, sia
obbligatoriamente indicato il paese di coltivazione e quello di lavorazione. Solo il pomodoro coltivato e lavorato interamente in Italia potrà riportare la dicitura origine del prodotto Italia. Questo in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2020».

«La stagione in corso – prosegue l’esponete Pd – è molto particolare soprattutto per le frequenti precipitazioni avvenute nel periodo dei trapianti che hanno registrato notevoli ritardi. Come Segreteria Provinciale PD chiediamo alle associazioni di categoria di sostenerci richiedendo alle O.P. e alle industrie di ritardare la chiusura degli stabilimenti».

«Questo – conclude Bandinelli – consentirà agli agricoltori che hanno già sostenuto ingenti investimenti ad ettaro, vessati anche dall’andamento stagionale che ha favorito malattie fungine come la peronospora, di poter raccogliere la totalità o quasi del prodotto.
Uno sforzo comune di tutte le forze in campo cerchi di dar ossigeno alla coltivazione di questa eccellenza legata al nostro meraviglioso territorio».

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