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Atti di vandalismo al piazzalone, e il giardino della scuola è una discarica. «Siamo stanchi» fotogallery

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GROSSETO – «Siamo stanchi». Inizia così la lettra che gli abitanti intorno a viale De Amicis ci hanno inviato. «La sera del 28 luglio l’ennesimo atto d’inciviltà da parte di un ragazzo sedicenne che seduto su una panchina lungo la recinzione della scuola primaria, dopo essersi scolato una birra (a sedici anni? E come fai ad avere una birra se sei minorenne?) si lancia alle spalle la bottiglietta vuota che è volata sopra la recinzione ed è terminata nel giardino della scuola. Il giardino è un cimitero ormai, perché è impossibile definirlo giardino considerando quanto sia difficile vederne il suolo sommerso com’è di immondizia fatta di bottigliette di vetro, lattine e brick».

«È stato richiesto l’intervento del 113 che ha risposto piuttosto velocemente e che, con due pattuglie, è intervenuto comunicando con alcuni ragazzi e con alcuni cittadini che hanno esposto le loro lamentele. La confusione che i vari gruppi di ragazzi frequentanti il piazzatone riescono a fare fino a notte fonda giocando a calcio ed utilizzando musica ad un volume udibile dalle case circostanti; il transito di scooter ad elevata velocità estremamente pericoloso per i più piccoli; la manomissione ed il continuo spostamento delle varie panchine utilizzate ad uso e consumo dei ragazzi; l’imbrattamento dei muri con vernice spray; il continuo salire sui tetti, compresi quelli della Scuola Primaria ed infine movimenti sospetti che fanno pensare ad uno spaccio di droga».

«Possibile che ragazzi così intelligenti e rappresentanti il futuro dell’Italia non riescano a fare centro con la propria immondizia negli appositi cestini? Nessuno vuole il loro allontanamento da Barbanella, ma vorremmo che la loro presenza non si trasformasse in un continuo disturbo, sfociando in atti di vandalismo od inclini a rendere il nostro quartiere una vera e propria discarica a cielo aperto. Ci hanno suggerito di fare un esposto della situazione al sindaco ed al Questore e di vigilare come cittadini attivi onde la convivenza sia un comune arricchimento per tutti gli abitanti del quartiere – concludono i cittadini -. E così verrà fatto».

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