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Voucher in agricoltura, secco no della Uil: «Salvacondotto per chi paga in nero»

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GROSSETO – Si conclude oggi il secondo giorno di presidio che FLAI FAI e UILA nazionali hanno organizzato davanti a Montecitorio per manifestare il proprio dissenso nei confronti del provvedimento che intende estendere l’utilizzo dei voucher in agricoltura.

Sull’argomento si sofferma anche la UIL di Grosseto ed in particolare il segretario della categoria che segue il comparto agricolo (UILA) Federico Capponi, il quale definisce l’estensione dei voucher «un salvacondotto per quelle aziende poco virtuose che lavorano in nero e che pagano in nero, non applicando il contratto di riferimento e peggio ancora alimentando il precariato. Rischiamo di creare 900 mila poveri, privando i lavoratori agricoli di quelle tutele di base come i contributi pensionistici, i contributi per la maternità ed il diritto alla disoccupazione, tanto per fare un esempio, che sono diritti imprescindibili per qualsiasi società che voglia definirsi civile e moderna».

«Lo scenario prospettato su scala nazionale avrebbe effetti devastanti su una provincia come la nostra – continua Capponi – che si regge sulla produzione agricola ed agroalimentare e che mira alla qualità ed alla tracciabilità dei prodotti agricoli. Dobbiamo puntare sempre di più sull’eticità del lavoro che si riflette anche sulla eticità del prodotto ed impegnarci affinché i fenomeni legati allo sfruttamento dei lavoratori ed al caporalato siano quanto più possibile arginati e sconfitti. L’impegno messo in campo dalle Organizzazioni sindacali unitariamente ha bisogno anche della collaborazione delle controparti affinché sia sempre più marcata e percorribile la via che conduce alla rete del lavoro agricolo di qualità introdotta con la L.199 del 2016 ed affinché l’applicazione del contratto di lavoro sia rispettata. Un invito quindi doveroso a denunciare i fenomeni di sfruttamento sul lavoro e ad unirsi alla battaglia contro il caporalato utilizzando tutti gli strumenti oggi previsti dalla legge».

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