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Somministrazione di cibo e bevande nei circoli, Confcommercio scrive ai sindaci: «Maggiori controlli»

GROSSETO – “Faremo richiesta a tutti i comuni di effettuare puntuali controlli sul territorio per verificare se i circoli privati abbiano finalità di lucro o meno”. Questo è quanto, in sintesi, aveva annunciato il presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio Danilo Ceccarelli, “in seguito all’ennesima sentenza della Cassazione in merito ai circoli che effettuano servizi a scopo di lucro e non sono soggetti ad imposizione fiscale”.

Trascorsi soli pochi giorni, la Confcommercio di Grosseto “ha infatti già trasmesso una lettera ufficiale, sottoscritta dal presidente e dal direttore dell’associazione, in cui si raccomanda con forza a tutti i sindaci della provincia di effettuare i controlli sulla regolarità dei circoli privati”.

“Questo non significa colpire i molti circoli e associazioni che svolgono un lavoro encomiabile sul territorio – precisa Carla Palmieri, presidente Confcommercio – Tutti i circoli che effettuano regolarmente la loro attività culturale, ricreativa, sportiva e promozionale non hanno nulla da temere. Noi vogliamo solo che coloro che svolgono attività di somministrazione a scopo di lucro, al pari dei colleghi ristoratori e baristi, paghino regolarmente le imposte dovute e non esercitino forme di concorrenza sleale”.

“La sentenza della Cassazione, infatti, stabilisce che il mancato rinvenimento di non soci all’interno del locale non è elemento sufficiente per escludere lo scopo di lucro, ‘quand’anche fosse riservato ai soli soci, avrebbe configurato attività comunque commerciale non rientrante nelle attività istituzionali’. In base a questo principio, qualora un circolo o un’associazione avessero un angolo dedicato a rifocillare gli associati mentre frequentano l’attività istituzionale, non possono cedere alimenti e bevande ad un prezzo evidentemente maggiore del reale costo di acquisto e si conferma che, se all’interno della sede si esercita soltanto o prevalentemente la somministrazione, tale attività viene indiscutibilmente classificata a scopo di lucro e deve essere tassata adeguatamente, anche se destinata ai soli soci”.

Il direttore di Confcommercio Gabriella Orlando aggiunge: “Purtroppo il fenomeno dei circoli privati è diventato un problema grave: in troppi esercitano vere e proprie attività di ristorazione, di bar o di sala da ballo utilizzando la formula del circolo per poi trarne un lucro significativo. Succede che siano, di fatto, aperti anche a non soci, o a soci iscritti al momento, con il rilascio della tessera senza alcuna formalità senza rilascio di formalità, come una tessera. Essi pubblicizzano la loro attività attraverso i social media e praticano un grave forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese del settore, rispetto alle quali non sono soggetti ad alcuna forma di imposizione fiscale. Confcommercio non tollera tale ingiustizia che oltretutto sottrae all’erario cifre ingenti, sottoponendo le attività regolari ad una tassazione ancora più pesante”.

“La soluzione è di effettuare maggiori controlli per individuare situazioni irregolari –  conclude il direttore di Confcommercio -, al fine di tutelare non solo gli imprenditori del settore, ma anche i circoli che realmente si occupano di sociale e di cultura”.

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