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Tragedia Erasmus, il caso di Elena Maestrini approda in Parlamento. «Il Governo vigili sulle indagini»

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GAVORRANO – Il caso di Elena Maestrini, una delle studentesse morte in Spagna mentre era in Erasmus approda in Parlamento. Il deputato Cosimo Maria Ferri ha infatti presentato una interrogazione per chiedere al Governo di vigilare sull’andamento del procedimento penale pendente in Spagna sulla tragedia Erasmus.

«I fatti risalgono al 20 marzo 2016, quando lungo l’autostrada AP-7, nei pressi di Freginals, un autobus diretto da Valencia a Barcellona, con a bordo studenti appartenenti al Progetto Erasmus, veniva coinvolto in un gravissimo incidente. Dei 57 giovani a bordo, risultavano essere 13 le studentesse decedute, tra le quali sette italiane».Afferma il deputato.

«Con questo atto formale – prosegue -, insieme alla collega Alessia Rotta abbiamo voluto dare un segnale forte e chiaro del nostro impegno, della nostra determinazione e vicinanza ai familiari delle vittime e al sindaco di Gavorrano Andrea Biondi che segue con attenzione e molta umanità la vicenda che ha colpito la famiglia Maestrini con la scomparsa di Elena. Una tragedia che ha distrutto una famiglia e gettato nello sconforto un’intera comunità. Siamo vicini a tutte le famiglie che in questi anni hanno affrontato una dura battaglia legale e che non devono sentirsi abbandonate dalle istituzioni. Chiediamo Giustizia. Una Giustizia celere, giusta che faccia piena luce su questa vicenda».

«Con questa iniziativa abbiamo voluto evidenziare tutte le criticità emerse nelle prime fasi dell’indagine e garantire lo svolgimento del giusto processo. Il 15 giugno scorso abbiamo avuto notizia della riapertura del caso, ma ai magistrati spagnoli occorreranno altri mesi, fino ad un massimo di diciotto, per capire i fatti e acquisire documenti, solo alla fine potranno decidere se dare avvio al processo o procedere nuovamente con l’archiviazione. Dobbiamo sostenere e dare risposte alle famiglie di queste giovani vittime, impegnate da più di due anni in una logorante battaglia giudiziaria. È fondamentale garantire un senso di sicurezza e tutela a tutti i nostri giovani che ogni anno decidono di studiare all’estero» Conclude.

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