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Nuove competenze per la commissione Pari opportunità. «Accettiamo la sfida»

GROSSETO- “Le commissioni come la nostra quotidianamente si trovano ad affrontare sfide che non si limitano alla tutela delle donne, alle battaglie per le parità di genere sul lavoro, ma riguardano anche la tutela dei disabili, dei minori, degli anziani e, più in generale, di chi si trova in difficoltà – dicono l’assessore alle Pari opportunità Chiara Veltroni e il presidente Federica Frusoni a nome della commissione -. Pur lavorando in un mutuo scambio di conoscenze e di esperienze non solo professionali, spesso mancano i mezzi, non solo finanziari, per realizzare questi fini e promuovere efficacemente la lotta alle discriminazioni e diseguaglianze di cui tutti noi siamo spesso vittime. Adesso però sembrano arrivati dei cambiamenti che vanno nella direzione di maggiore praticità e operatività. A Grosseto ci organizzeremo per accogliere al meglio questi nuovi spunti”.

“La Raccomandazione (Ue) 2018/951 della commissione, del 22 giugno 2018, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità, in vigore dal 4 luglio 18 – continuano Veltroni e Frusoni – è un valido strumento per conseguire questi fini, perché allarga sensibilmente i poteri di questi organismi e auspica che gli Stati membri dell’Unione europea assicurino che gli organismi per la parità possano svolgere le loro funzioni, in modo indipendente ed efficace”.

Nel dettaglio: le maggiori novità riguardano un ampliamento dell’ambito di assistenza alle vittime prevedendo la possibilità di fornire consulenza giuridica e promuovere azioni, in nome proprio o delle vittime (denunce singole o collettive) “al fine di affrontare casi specifici di discriminazione strutturale e sistematica selezionati dagli organismi stessi in ragione della frequenza, della gravità o della necessità di chiarimenti giuridici. L’organismo potrebbe agire in giudizio in nome proprio o in nome delle vittime o delle organizzazioni che le rappresentano, in conformità del diritto processuale nazionale”. Questo ausilio deve prevedere “l’emanazione di raccomandazioni o, se permesso dalla normativa nazionale, l’adozione di decisioni giuridicamente vincolanti su casi individuali o collettivi di discriminazione, nonché il seguito per assicurarne l’esecuzione”.

Sono inoltre semplificate le modalità di presentazione delle denunce, singole o collettive, l’organismo può svolgere attività di mediazione e di conciliazione e, infine, è prevista la possibilità di effettuare inchieste e relazioni e le autorità pubbliche dovrebbero tenere conto di queste raccomandazioni. Saranno stanziati fondi e risorse per potere svolgere queste attività, aspetto fondamentale per il funzionamento delle commissioni.

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