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Scuola, menù pic nic: «L’amministrazione boccia i cibi freschi e difende la ristorazione industriale »

GROSSETO – La maggioranza del consiglio comunale di Grosseto boccia la proposta della minoranza presentata congiuntamente da Passione Grosseto, Movimento 5 Stelle, Lista Mascagni e PD, che chiedeva di replicare il menù pic nic, già somministrato in modo fallimentare, ai bambini della scuola elementare del comune durante l’anno scolastico appena terminato, sostituendo però, come previsto anche nel capitolato del servizio refezione scolastico, i panini confezionati tipo “ready to eat”, il budino confezionato ed fruttino ulteriormente confezionato, cibi generalmente arricchiti di emulsionanti, addensanti, destrosio e conservanti, con alimenti freschi e prevalentemente locali» ad annunciarlo l’opposizione del Comune di Grosseto che, in modo compatto, aveva presentato una mozione in merito.

«L’assessore Veltroni, a nostro avviso inaspettatamente – dice la nota dei gruppi – non ha sostenuto la proposta presentata in consiglio, volta a favorire i piccoli utenti del servizio, dichiarando piuttosto l’impossibilità da parte della Camst di fornire un servizio sostanzialmente adeguato al ruolo educativo e didattico previsto per il servizio refezione. Preferisce evidentemente avallare un servizio ristorazione di tipo industriale il cui modello di produzione è quello del cook and chill che prevede la lavorazione degli alimenti nei centri di cucina industriale, congelati in un secondo momento, trasportati, stoccati e distribuiti infine alle varie scuole italiane».

Stupisce che la maggioranza difenda e sostenga questo modello educativo di alimentazione – sottolinea l’opposizione -cosa abbiamo quindi proposto? Invece di fornire contemporaneamente circa 5000 menù Pic Nic a tutti gli utenti del progetto, proviamo a dividere per singole scuole la fornitura in diverse giornate dedicate, gestendo così un “impegno” di circa 400 menù al giorno. Anche questa proposta però non ha trovato l’approvazione della maggioranza che evidentemente difende strenuamente la politica industriale del servizio refezione appaltato».

«Vogliamo sottolineare nuovamente – conclude la nota – che la logica del profitto (mission principale dei vari operatori di mercato legati in questo caso al servizio ristorazione collettiva) non collima assolutamente con quello che è il ruolo educativo di un servizio pubblico fondamentale destinato alla scuola ed ai nostri bambini».

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