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Sanità, la parola al paziente: «Sono guarito. Grazie al primario e ai suoi collaboratori»

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GROSSETO – «Lo sapevate che all’interno dell’Ospedale Misericordia di Grosseto c’è un reparto, quello di Ortopedia Chirurgica diretto provvisoriamente dal dottor Pierfrancesco Perani che lavora a livello di eccellenza? Vi racconto la mia testimonianza. Sono a Grosseto da oltre dodici anni provengo dalla città di Milano» a parlare è un paziente del reparto, Sergio Mitraglia, milanese, ormai da oltre 12 anni residente a Grosseto.

«Circa 4 anni fa ho dovuto installare un impianto protesi al mio ginocchio sinistro su un intervento di ricostruzione crociato di oltre trenta anni prima e purtroppo la protesi si rivelò successivamente all’intervento, infetta da batterio “Caprae” – racconta il paziente nella sua lettera – per mie ragioni personali non ho voluto affrontare subito un nuovo intervento ma supportato anche dall’infettivologo, optai per la possibilità di curarmi con antibiotici. La cura mi permetteva di stare bene per alcuni mesi, ma a periodi intermittenti dovevo riprenderla. Nel tempo ho dovuto accettare l’idea di un nuovo intervento, necessariamente risolutivo. Momento delicato della mia vita, perché interessi personali, lavoro, famiglia veniva tutto annullato dall’impossibilità di essere indipendente. Mi sono così guardato in giro, visitando ospedali specializzati in revisione protesi ginocchio in Italia, mi hanno suggerito Savona, Firenze, Bologna, Milano.
Poi ho potuto incontrare il dottor Pierfrancesco Perani che in maniera professionale, etica, con serenità, contrariamente dagli altri interlocutori di cui sopra, senza enfasi o parole difficili, mi ha spiegato chiaramente quale era il percorso che avrei dovuto seguire per risolvere il mio problema».

«Tutto quello che desideravo era tornare a camminare senza dolore ed avere una vita normale, se vi sembra poco per me in quel momento era un miraggio – dice Sergio – in questo colloquio il dottore mi ha informato delle difficoltà previste dall’intervento e di tutte le fasi che avrei dovuto superare settimana per settimana, ma anche che sarei rimasto sempre sotto la sua guida; mi trasmise il concetto che la struttura ospedaliera di Grosseto e tutta la sua equipe erano pienamente in grado di supportarmi e accompagnarmi alla guarigione. Ho capito subito dal momento del mio ricovero che aveva ragione lui; il modo in cui sono stato ricevuto e trattato dal punto di vista professionale ed umano, da parte di tutte le persone che mi hanno aiutato a trascorrere i miei giorni da paziente, ha fatto sì che crescesse in me la fiducia e la serenità interiore per ciò che nel bene doveva succedere. Dal personale in formazione per stage, ai “colletti gialli, verdi”, ai capi infermieri e fisioterapisti, nonché i medici in alternanza in reparto ho riscontrato un impegno ed un’attenzione per il loro lavoro ai massimi livelli».

«Naturalmente – chiarisce Mitraglia – il mio intervento non è stata una passeggiata, ma dopo la “revisione” a distanza di 24 giorni dal mio intervento, io cammino senza dolore e senza stampelle. Questa è una storia vera. La promessa è stata mantenuta. Al momento sto completando il progetto di fisioterapia al Centro Medico Vasari. Ho desiderato raccontare la mia esperienza in quanto durante il periodo di attesa per l’intervento definitivo, ho incontrato casualmente in Grosseto persone che conoscevo e non, che avevano iniziato lo stesso iter chi a Firenze, chi a Bologna e Milano, li ho visti sfiduciati ed insofferenti e naturalmente con tutti i disagi del caso per le distanze. Ricordo un detto che dice: “Cerca il bene e lodalo”. Ecco sicuramente abbiamo più di un’eccellenza a Grosseto, tra queste il reparto di Ortopedia Chirurgica, diffondiamo questa realtà, è un buon esempio di professionalità che sicuramente è presente in altri reparti. Quando constatiamo la presenza di questi valori, per il bene della nostra comunità, diffondiamoli».

«Facciamo in modo che il cittadino di Grosseto possa continuare a fare le proprie scelte migliori senza pregiudizi – sottolinea Mitraglia – ancora un’ultima cosa, a distanza di una settimana dalla mia dimissione dall’Ospedale ho ricevuto una telefonata personale del primario Pierfrancesco Perani che voleva sincerarsi delle mie condizioni di salute. Questo gesto l’ho trovato nella sua semplicità la dimostrazione di quanto impegno egli voglia infondere nella sua professione e quanta umanità probabilmente riesce a trasmettere alla sua equipe che dal primo all’ultimo, nei vari gradi di esperienza professionale mi hanno fatto sentire durante la mia permanenza in Ortopedia, una persona prima, ed un paziente poi. Mia moglie invece ha potuto, passeggiando per il centro di Grosseto incontrare alcune infermiere che l’hanno fermata per chiederle notizie riguardo alla mia salute».

«Ringrazio la Direzione dell’Ospedale Misericordia di Grosseto – conclude Sergio – perché riesce a formare dirigenti con questa passione e diligenza, mi auguro per i cittadini di Grosseto che possano come me raccogliere altre testimonianze relative al buon fare dei medici del nostro Ospedale di cui sono sicuro che il loro livello di eccellenza sia diffuso come metodo. E’ per questo motivo che ho deciso di informare i giornali locali della mia storia sperando che generi emulazione positiva e come dicevo sopra, tutto per il bene della nostra comunità».

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