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Nomadelfia porta la fraternità in piazza: cento giovani girano l’Italia danzando

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NOMADELFIA – Saranno i figli di Nomadelfia, un centinaio di giovani dai 6 anni in poi, a presentare le danze che da più di 60 anni la popolazione propone nelle piazze di Italia e non solo. Si tratta di un modo originale e coinvolgente con cui la piccola realtà di Nomadelfia si fa conoscere al mondo, portando un messaggio di gioia, di speranza e di fraternità. Un’ora e mezzo di danze popolari di vari paesi, lanci di immagini e gag dei giovani stessi, che sullo stile della commedia dell’arte portano gli spettatori alla scoperta di una sorta di “mondo al contrario” ma concretissimo, perché fondato sulla fraternità.

Sono i babbi e le mamme di Nomadelfia, aiutati dai figli più grandi, che al mattino allestiscono la piazza ed alla sera smontano gli impianti. Divisi in piccole squadre rendono visibile la forza della collaborazione tra le generazioni; ci sono gli addetti al palco, all’impianto sonoro ed elettrico, alle sedie, ai costumi, alla distribuzione delle pubblicazioni di Nomadelfia, fino alle riprese cinematografiche, alle pubbliche relazioni ed alla pulizia della piazza. Tutto ciò rende lo spettacolo un evento artistico e un messaggio di vita che continua a coinvolgere ed emozionare.

Quest’anno le Serate di Nomadelfia allieteranno l’estate pugliese, come risposta all’incoraggiamento di Papa Francesco nella visita del 10 maggio scorso a Nomadelfia: “Di fronte a un mondo che talvolta è ostile agli ideali predicati da Cristo, non esitate a rispondere con la testimonianza gioiosa e serena della vostra vita, ispirata al Vangelo”.
La tournée toccherà 10 località: Bitonto (25 e 26/07), Lavello (28 e 29/07), Bitetto (31/07), Andria (2 e 3/08), Canosa (5/08), Minervino Murge (7 e 8/08), Monopoli (13/08), Polignano a Mare (16 e 17/08), Alberobello (19 e 20/08), Castellana Grotte (22/08). Sabato 14 luglio le prove generali a Nomadelfia. L’ingresso è libero.

Le Serate sono nate nel 1966 su iniziativa del fondatore don Zeno, il quale sottolineava l’originalità dello spettacolo con queste parole: “Che cosa portiamo? La nostra vita. Sono uomini a presentarsi e non belle idee. Nomadelfia è un popolo fraterno anche se piccolo e può darsi che la sua testimonianza riesca a muovere molti, perché oggi più che mai occorre un movimento di popolo che realizzi la fraternità per trasformare il mondo”.
Nomadelfia (dal greco “legge di fraternità) è una popolazione composta da circa 300 persone, con sedi in Toscana e a Roma; 60 famiglie che tentano di mettere in pratica il Vangelo sullo stile delle prime comunità cristiane, che “avevano un cuor solo, un’anima sola. Nessuno considerava sua proprietà quello che aveva, infatti tra loro tutto era comune”.

È senza dubbio una scelta di vita cristiana, ma portatrice di valori universalmente condivisibili, quali la fraternità umana, la solidarietà, la giustizia sociale, la pace, la responsabilità personale e comunitaria. E le Serate di Nomadelfia sono un modo per dire a tutti, credenti di qualsiasi religione e non credenti, che è possibile cambiare il volto dell’umanità, iniziando con il cambiare se stessi e facendosi fratelli. Una testimonianza semplice, che comunica allo spettatore la consapevolezza che ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte, per lasciare alle nuove generazioni un mondo più giusto e fraterno.

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