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Malattie professionali dei Vigili del Fuoco: «I fumi uccidono, il governo intervenga»

GROSSETO – «Il recente maxi-incendio di rifiuti a San Vitaliano (Napoli), accaduto presso un’azienda che si occupa di smaltimento di rifiuti differenziati, ha riportato l’attenzione delle Autorità competenti sull’allarme diossina ed ha fatto scattare da subito un’inchiesta aperta dal Ministro Costa circa il rischio diossina per la popolazione, ma anche e soprattutto per gli operatori dei Vigili del Fuoco rimasti intossicati durante l’intervento di spegnimento e, come ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, spiegando di aver attivato i Noe e di essere oltremodo consapevole che questo è l’ennesimo rogo che riguarda gli impianti di stoccaggio e riciclo dei rifiuti» a parlare la UIL PA Vigili del Fuoco Grosseto.

«Quasi 300 in due anni in tutta Italia – illustra il sindacato – un numero impressionante che non può essere considerato casuale. Ben dodici squadre di Vigili del Fuoco e circa 50 uomini hanno lavorato per arginare le fiamme che hanno avvolto tutta l’area. Lo stabilimento, che tratta carta, plastica e alluminio, era chiuso, pertanto non risultano operai intossicati. E’ stata evacuata una casa dove abita una famiglia composta da tre persone. Finalmente quindi il Ministro competente si impegna a prendere in seria considerazione il grave pericolo derivante da incendio nelle aziende di smaltimento rifiuti e negli stoccaggi di materiali pericolosi, presenti anche sul nostro territorio e che in caso di incendio mettono in serio pericolo l’incolumità della popolazione».

«Il fumo uccide ed ormai nel resto del mondo è chiaro che indossare i dispositivi di protezione individuale non basta. I Vigili del Fuoco si ammalano e muoiono mentre chi di dovere è latitante. Riteniamo sia giunto, dunque, il momento che intervenga il Governo – Durissime le parole del Segretario Generale UIL PA Vigili del Fuoco Alessandro Lupo che rincara la dose – il personale è esposto non solo alle sostanze pericolose, ma anche ai danni che produce l’indifferenza di chi ha il dovere di tutelare e garantire la sicurezza dei Vigili del Fuoco ed invece non lo fa. Quanto accaduto a San Vitaliano deve far accendere i riflettori su una verità per troppo tempo sottaciuta. Non solo non vengono adottati opportuni protocolli finalizzati a ridurre l’esposizione alle sostanze pericolose che si sprigionano dopo un incendio ma, addirittura, si riducono continuamente le malattie riconosciute come dipendenti da causa di servizio. Quindi, più i Vigili del Fuoco si ammalano e meno tutele ci vengono garantite. Un inconcepibile paradosso che non siamo disposti a tollerare»

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