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In cammino per Davide: anche in Maremma la marcia per sostenere le cure del bambino

CAPALBIO – La cittadinanza si ritrova in piazza Giordano per camminare con Daniele per Davide, bambino affetto da  tetraparesi spastica e bisognoso di cure molto costose.

«Alle diciannove di domenica primo luglio – racconta il sindaco, Luigi Bellumori – leggermente sfiancati dal poderoso principe degli anticicloni africani di quest’estate duemiladiciotto che avanza e si fa assaggiare: Caron[te] dimonio, con occhi di bragia, si ritrova un nugolo di persone a Capalbio, in piazza Giordano, leggendario  medico del paese: un’istituzione mai dimenticata, dove c’è anche ladiscussa, perché da taluni non digerita esteticamente, Nanà Fontaine di Niki de Saint Phalle».
 
«Gli astanti si sono ritrovati per camminare – prosegue Bellumori – Perché? Per camminare con Daniele per Davide. Davide è un bambino affetto da tetraparesi spastica. Si sta curando e i miglioramenti ci sono, solo che le cure sono parecchio costose. Per sostenerlo Daniele decide di raccogliere fondi camminando da Venzone, dove i due giovani vivono, a Santiago de Compostela, 2200 kg, documentando man mano luoghi, incontri e spostamenti sulla pagine facebook “Io cammino per Davide”».
 
«E così, per sostenere Daniele, il Gruppo Sentieri Capalbio – chiarisce il primo cittadino – una propaggine dell’associazione La Racchetta, da anni impegnata nell’antincendio e protezione civile, che si occupa di riscoperta del territorio e creazione di una rete percorsi secondari, ha guidato e organizzato una passeggiata, nel proprio comune, per camminare idealmente per Davide». 

«Il sentiero percorso partendo dalla suddetta piazza, proprio alle porte del paese vecchio e del centro storico, è poi sceso serpeggiando dolcemente tra oliveti secolari, lecci monumentali e i così struggenti paesaggi maremmani al tramonto – conclude Bellumori – risalendo il declivio, la camminata è giunta all’Anfiteatro di Capalbio, dove ad aspettarla c’erano pantagrueliche tavolate di cibi, tutti rigorosamente offerti, donati. Una stupenda esperienza da imitare». 

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