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Animali catturati illegalmente e lasciati al sole senz’acqua: «Il responsabile rischia l’arresto»

MASSA MARITTIMA – «Questa mattina le Guardie Zoofile Ittico Venatorie della lega per l’abolizione della caccia hanno effettuato un controllo per attività illecita della cattura di fauna selvatica e per maltrattamento di animali» a farlo sapere è una nota ufficiale della Lac.

«Gli Agenti hanno accertato, la presenza di una gabbia trappola artigianale, posizionata per la cattura della fauna selvatica tra piante di albero da frutto – spiega la nota – Poco distante dalla gabbia trappola, era presente una vecchia gabbia usata comunemente per la detenzione di canarini, dove al suo interno erano state inserite due gazze (pica pica) lasciate senza acqua e senza la possibilità di muoversi regolarmente, in completo stato di abbandono».

«All’interno della gabbia trappola, era stata chiusa una gazza – illustra la Lac – lasciata tra i suoi escrementi, cibo marcio e sotto il sole cocente con circa 30 gradi, che, a causa delle ridotte dimensioni della gabbia, non riusciva a stendere completamente le ali.
L’autore del gesto sarà denunciato domani mattina alla Procura della Repubblica di Grosseto, mediante denuncia-querela per maltrattamento di animali, esercizio di caccia in periodo di divieto generale, uso di mezzi vietati per l’attività venatoria e detenzione di fauna selvatica senza autorizzazione».

«L’autore dei fatti – chiarisce la nota – rischia per il solo reato di maltrattamento di animali l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro, seguono i reati venatori che vanno da 3 mesi a 1 anno o ammenda da Euro 929 a Euro 2582 per esercitare la caccia in solo periodo di chiusura generale».

Presente sul luogo anche Raimondo Silveri, in qualità di direttore nazionale della Vigilanza LAC che, proprio la scorsa settimana, ha incontrato a Roma con altri rappresentanti delle più importanti associazioni Nazionali Ambientali, il Ministro dell’Ambiente Costa, proprio per parlare di bracconaggio e maltrattamento di animali, chiedendo pene più severe e maggiori controlli da parte delle autorità preposte.

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