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Sanità, infermieri: «La nostra professione è fondamentale, quanto quella dei medici»

GROSSETO – «Caro cittadino, avrai spesso letto notizie allarmanti che ti avvertono di quanto tu sia in pericolo se avrai meno medici e più infermieri nella rete del 118 a soccorrerti. Ma vedi, purtroppo, dietro alle questioni di sanità ci sono spesso contrasti politici e professionali e pochi contenuti. Questo aumenta la semplificazione, e spesso della distorsione» inizia così la lettera aperta che, gli Opi, Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana, scrivono ai cittadini.

«È assolutamente comprensibile che si portino avanti istanze di varia natura – dice la lettera – meno lo è quando, per farlo, si gioca a compromettere l’immagine di una professione, come a volte accade con quella infermieristica sul campo del 118. Ecco, questo sì che è davvero pericoloso per la salute perché lede un principio di cura importante: la fiducia reciproca. È meglio un mezzo di soccorso con medico o con infermiere?»

«Ecco la risposta che non leggerai mai: “dipende.” – affermano gli Opi – Da cosa? Dalla distribuzione dei mezzi, dalla distribuzione delle professioni, dalla distribuzione dei pronto soccorso, e da che tipo di pronto soccorso sono, dalla distribuzione degli ospedali e che tipo di ospedali sono rispetto a una determinata aerea e casistica. In sanità non esiste un meglio o peggio, ma esiste un “appropriato”. In certi contesti è più appropriato avere un mezzo con infermiere, in altri con medico, in altri con entrambi, in altri con volontari. Caro cittadino: non è quasi mai meglio o peggio in senso assoluto, ma “dipende”».

«Quello che però devi sapere è che l’infermiere è un professionista laureato e che per lavorare sui mezzi di soccorso avanzati, ha conseguito master, specializzazioni e si forma costantemente – prosegue la lettera – Devi sapere che tantissimi corsi di emergenza urgenza, ai quali partecipano anche i medici, vedono come formatori proprio gli infermieri. Devi sapere che fin dal 1992 un Decreto del Presidente della Repubblica attribuisce responsabilità al personale infermieristico nell’ambito dei protocolli della Centrale 118, della ricezione, registrazione e selezione delle chiamate, nella determinazione dell’apparente criticità dell’evento segnalato, nella codificazione delle chiamate e delle risposte».

«Devi sapere che il DM 17/12/2008 definisce le tipologie di mezzi di soccorso che prevedono, oltre all’autista, nel mezzo di soccorso avanzato o infermiere o medico o entrambi. Decreto avvalorato dal DM 70 /2015 oltre che da interpretazione autentica del 20/05/2017 – sottolineano gli Opi – devi sapere che la Raccomandazione n.15 del ministero della Salute del febbraio 2013 afferma che nei servizi di emergenza/urgenza l’obiettivo è quello di garantire prestazioni immediate agli utenti che presentano alterazioni delle funzioni vitali tali da compromettere potenzialmente e gravemente lo stato di salute e non di una diagnosi medica che è certamente fondamentale e necessaria ma che arriverà subito dopo. Perché se avrai bisogno di un intervento in emergenza avrai bisogno prima di ogni altra cosa di una pronta stabilizzazione e di supporto vitale».

«Devi sapere che l’infermiere non opererà comunque mai da solo, ma sarà sempre in rete con tanti altri professionisti e non perché ha bisogno di “controllo” – chiariscono gli Opi – ma perché un sistema che funziona, funziona bene solo in equipe. Devi infine sapere che esistono protocolli e procedure molto chiari e che niente è lasciato al caso e che in tutto il mondo il soccorso territoriale prevede quasi solo infermieri se non addirittura personale tecnico specializzato. Ecco, caro cittadino. Devi sapere tutto questo. Che gli infermieri sono dei professionisti validi e competenti e che mai vorrebbero farsi coinvolgere in queste bagarre che sembra parlino di 118, ma in realtà parlano di altro e che intraprenderanno tutte le azioni del caso per chi si ostinerà a far saltare il rapporto fiduciario con voi».

«Mettere in discussione un’organizzazione va bene – conclude la lettera – lo facciamo anche noi nel vostro interesse, ma che non lo si faccia ai danni di una professione. Questo no! A vostra disposizione per garantire il vostro diritto alla salute, sempre».

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