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Coldiretti e Terranostra: a Grosseto l’incontro sugli adempimenti degli agritusimi

GROSSETO -Prosegue la campagna di incontri tenuta da Coldiretti e Terranostra con una riunione organizzata presso la sede di Grosseto per fare il punto riguardo le novità del settore agrituristico, chiarendo gli adempimenti da rispettare secondo la normativa regionale che disciplina le attività agrituristiche. Hanno preso parte all’incontro il direttore di Coldiretti Grosseto Paolo Giannini, il presidente di Terranostra Grosseto Luca Serafini, i consiglieri di Terranostra e per l’ufficio territoriale di Grosseto e Siena della Regione Toscana, il dirigente Fabio Fabbri e i funzionari Dario Petrucci e Dania Bellini.

Il dirigente Fabio Fabbri in particolare ha voluto chiarire alcuni aspetti della normativa regionale in materia di agriturismi ribadendo in primis l’importanza di rispettare la principalità delle ore di lavoro in agricoltura, le quali non devono mai superare le ore dell’attività agrituristica. Questo è possibile verificarlo prendendo come riferimento l’ultimo piano colturale e il registro di stalla presentato e rilevare la situazione dichiarata dall’azienda per le colture, la selvicoltura e gli allevamenti, determinando le ore di lavoro agricole corrispondenti. Per l’attività agrituristica occorre invece prendere a riferimento la DUA Agrituristica e la relativa SCIA (ultima modifica presentata) e rilevare le attività agrituristiche svolte dall’azienda, determinando le ore di lavoro corrispondenti.

Altro punto fondamentale che è stato approfondito dai funzionari regionali è quello che riguarda la somministrazione dei pasti, per la quale rimane inalterato l’impianto della l.r. 30/2003, la base resta quindi costituita dai prodotti aziendali integrati da prodotti di aziende agricole toscane e certificati toscani con le quali il titolare dell’agriturismo dovrà sottoscrivere degli accordi di fornitura per garantire la provenienza toscana del prodotto. Si interviene però sul completamento delle pietanze andando a trovare soluzioni più adeguate per gli operatori agrituristici, infatti pur essendo obbligatorio preparare alimenti e bevande con prodotti toscani certificati, per il completamento delle pietanze possono essere utilizzati anche le seguenti categorie di prodotti, senza l’obbligo di sottoscrivere accordi di fornitura ma indicando la certificazione sulla fattura:
– prodotti a denominazione d’origine protetta (DOP) della Toscana;
– prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) della Toscana;
– prodotti a marchio Agriqualità della Toscana;
– prodotti biologici di aziende della Toscana;
– prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana;
– i vini a denominazione d’origine (DO) della Toscana;
– prodotti aziendali o delle aziende agroalimentari toscane, preparati con materie prime di origine toscane (perché coltivati, allevati, pescati, cacciati e raccolti in Toscana), purché tale acquisto sia accompagnato dalla dichiarazione del produttore che certifica che il prodotto è toscano, oppure dall’informativa commerciale tipo “scheda tecnica” redatto dall’azienda produttrice e diffuso a livello pubblico.

E’ emersa l’opportunità di costruire, insieme alla rete di vendita diretta rappresentata dalle aziende iscritte a Campagna Amica ed al mondo della cooperazione, sinergie commerciali mirate a soddisfare le esigenze degli agriturismi.

A conclusione dell’incontro è stata avanzata dal consiglio di Terranostra una problematica, alla quale occorre dare soluzione in accordo con gli Organi competenti, relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche. La norma richiede che fino a 40 stanze l’esercizio pubblico debba realizzare 2 stanze accessibili con servizio, parametro che la Regione Toscana pare intendere come sinonimo di camere da letto per cui occorrerebbero in ogni struttura, con capacità ricettiva inferiore a 40 camere, 2 camere accessibili e relativi servizi oppure 2 camere con un bagno accessibile in comune. Sicuramente la questione desta preoccupazione tra le strutture agrituristiche per la difficoltà di attuare questa normativa se non adeguatamente interpretata sia rispetto al numero delle camere di ciascun agriturismo che alle specifiche caratteristiche storico/ambientali.

Il dirigente Fabio Fabbri ha quindi comunicato che per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche per le strutture agrituristiche verrà sollecitata una interpretazione della normativa per meglio chiarire questo aspetto anche sulla base delle istanze sollevate, con l’eventuale possibilità di proporre delle modifiche all’attuale normativa.

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