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Pronto il parco a misura di lupo: accoglierà gli esemplari catturati. Investimento di 100mila euro

GROSSETO – Lotta al randagismo e contenimento degli ibridi di lupo: la Provincia di Grosseto ha finanziato la realizzazione del recinto perimetrale del più grande parco faunistico recintato in Italia per lupi, che è ora quindi pronto per ospitare i vari esemplari oggetto di catture e bisognosi di ospitalità.

“La Provincia di Grosseto è da tempo impegnata per ridurre il conflitto tra la presenza del lupo e le attività antropiche nelle aree rurali di studio, dove si è persa la tradizione culturale alla coesistenza con il predatore – spiega il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Quello che oggi riconsegniamo all’operatività è uno strumento importante di questo impegno”.
La struttura, la cui manutenzione straordinaria ha avuto un costo complessivo di 100mila euro, è situata all’interno del Parco Faunistico del Monte Labbro, la cui gestione rientra nella convenzione tra Provincia di Grosseto e l’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana.

Il parco faunistico recintato ha una superficie complessiva di 20 ettari, divisibili in due parti distinte, e servirà a isolare esemplari di lupo appenninico, importante sia per la salvaguardia della specie, per la sua integrità genetica, ma anche per la protezione delle greggi. Il parco sarà anche destinato al contenimento degli ibridi, permettendo anche di evitare il depauperamento del corredo genetico del lupo appenninico.

“Per quel che riguarda il problema delle predazione, una soluzione deve essere trovata al più presto – continua Vivarelli Colonna – ed è quello per cui mi sono battuto duramente e a più livelli come imprenditore e come rappresentante della categoria, proprio mettendo in campo anche questi tipi di progetti e denunciando ciò che non va nel rapporto con le istituzioni che dovrebbero mettere a disposizione tutti i provvedimenti del caso, consentendo agli allevatori e agli agricoltori di lavorare e di farlo in sicurezza.”
La manutenzione straordinaria della recinzione – in reti e pali di castagno su perimetro in cemento – ha previsto anche l’edificazione di una nuova torretta di avvistamento e di una struttura per la quarantena e la salute del lupo.

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