Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Progetto Policoro, la diocesi cerca un nuovo animatore: c’è il bando

GROSSETO –  E’ stato presentato questa mattina il bando per selezionare il futuro animatore di comunità del Progetto Policoro della Diocesi di Grosseto. Il bando avrà scadenza il 13 settembre 2018 e punta a selezionare un giovane del territorio, in età compresa tra i 23 e i 35 anni, che subentri all’attuale animatore di comunità.

«Il suo compito – illustra la Diocesi – sarà quello di portare avanti gli obiettivi del Progetto Policoro, ovvero: individuare giovani con idee imprenditoriali fattibili e concretizzabili per accompagnarli nella presa di coscienza delle loro potenzialità e aiutarli, così, a dare concretezza al loro sogno, offrendo loro il supporto tecnico e professionale necessario a superare le difficoltà burocratiche, che spesso scoraggiano chi vuole dar vita ad una propria attività lavorativa. Il Progetto Policoro, avviato nella diocesi di Grosseto ormai più di quattro anni fa, ha già permesso ad alcuni giovani di dare concretezza ai loro sogni dando vita a quelli che vengono chiamati gesti concreti, ovvero la realizzazione di un percorso lavorativo. Il Progetto Policoro infatti realizza iniziative di formazione ad una nuova cultura del lavoro e sostiene l’imprenditorialità giovanile».

Un ruolo centrale lo riveste, in questo, l’animatore di comunità, un giovane del territorio che per un triennio ha la missione di intrattenere relazioni costruttive con altri giovani e accompagnarli verso la concretizzazione di un progetto di vita «Per la prima volta utilizziamo un bando per selezionare il giovane o la giovane che nel prossimo triennio possa svolgere questo compito – spiega Gabriele Baccetti, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro – Questo a conferma della volontà della Chiesa di Grosseto di impegnarsi sempre di più con i giovani per il futuro del territorio».

«L’esperienza dell’animatore di comunità – commenta Massimiliano Tulipano, attuale animatore – è altamente formativa per chi la vive. E’ una grande occasione di crescita, di confronto e di responsabilizzazione. All’animatore è chiesto un impegno triennale, con un congruo numero di ore di servizio settimanale svolto in sede, in incontri e attività sul territorio e in attività formative obbligatorie. Il bando è un’opportunità che spero molti ragazzi del nostro territorio possano cogliere».

I requisiti richiesti dal bando:
1. Appartenenza attuale o pregressa a gruppi, associazioni, movimenti ecclesiali;
2. Significative esperienze ecclesiali diocesane, possibilmente in ambito sociale o della pastorale del lavoro o nel coinvolgimento giovanile;
3. L’età compresa tra i 23 e i 35 anni;
4. Frequenza ai corsi di base di aggiornamento regionale e nazionale;
5. Passione e interesse per il tema giovani e lavoro;
6. Capacità relazionali;
7. Buona conoscenza dei principali programmi per PC;
8. Possibilità di conciliare il servizio con altri impegni formativi e lavorativi.

Per il primo dei tre anni di mandato è indetto un bando per n.1 una borsa di studio di € 3120,00. La borsa di studio è finalizzata a sostenere la formazione in materia di lavoro, imprenditorialità giovanile e animazione territoriale. La formazione ha durata annuale (01/01/2019- 31/12/2019), per un totale di 600 ore e si articolerà in quattro fasi secondo un calendario che sarà comunicato in corso di svolgimento del Progetto:
1. Corsi nazionali, regionali e interregionali, della durata totale di 120 ore;
2. Percorso diocesano di apprendimento ed animazione per una durata complessiva annuale di 255 ore;
3. Percorso di formazione e-learning per la durata di 255 ore;
4. Un campo estivo a scelta tra quelli accreditati e pubblicati nell’apposita sezione del sito del Progetto Policoro;
A conclusione del percorso formativo verrà rilasciato un attestato di certificazione delle competenze acquisite attraverso la formazione espletata.
Il borsista che avrà completato con esito positivo tale formazione, potrà accedere alla eventuale possibilità di continuare a collaborare attraverso la sottoscrizione di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), per gli altri due anni previsti. Per partecipare al bando, che può essere scaricato dal sito della Diocesi (www.diocesidigrosseto.it), occorre compilare l’apposito modulo di adesione, che va scansionato e inviato, assieme al proprio curriculum adeguatamente compilato, all’indirizzo diocesi.grosseto@progettopolicoro.it entro e non oltre le ore 12.00 del 13 settembre 2018.
Un’apposita commissione valuterà le candidature, decretando in modo insindacabile il candidato a ricoprire, per il prossimo triennio, il ruolo di animatore di comunità.
Per info: 0564 29044; diocesi.grosseto@progettopolicoro.it

«Ci auguriamo – dicono don Stefano Papini e don Enzo Capitani, rispettivamente direttore della pastorale giovanile e della Caritas, uffici partner dell’iniziativa – che l’esperienza del Progetto Policoro, che ha già dato un buon riscontro, possa vedere anche nel prossimo futuro giovani che si mettono in gioco in questo importante servizio di animatori, per dare segnali di speranza ai loro coetanei».

Storia del progetto
Il “Progetto Policoro” è nato a metà degli anni ’90 come frutto del terzo convegno della Chiesa italiana celebrato a Palermo nel 1995. Il 14 dicembre di quello stesso anno si ritrovarono a Policoro (Matera) l’ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro, il servizio nazionale di pastorale giovanile, la Caritas italiana e i rappresentanti delle diocesi del sud per riflettere sulla disoccupazione giovanile. Da quel primo incontro prese le mosse il “Progetto Policoro”, nella convinzione che “il Paese non crescerà se non insieme”. Nata per i giovani del sud, l’iniziativa della Chiesa italiana si è estesa a tutte le regioni.
Ad oggi ha promosso la nascita di circa 600 esperienze lavorative (cooperative, consorzi, imprese) che danno lavoro a circa 8mila giovani. In Toscana il “Progetto Policoro” è stato rilanciato dopo l’esperienza della prima settimana sociale dei cattolici toscani, celebrata a Pistoia nel maggio 2012. Da quell’incontro è scaturita la “Agenda di speranza per il futuro della Toscana” tra i cui impegni c’è anche quello di “aiutare l’uomo del nostro tempo a trovare il valore del lavoro e la responsabilità del proprio lavoro”.  A Grosseto l’idea di sperimentare il “Progetto Policoro” è maturata in modo forte nel 2014, grazie all’impulso del vescovo Rodolfo e all’impegno dell’ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro. La convinzione è che compito della Chiesa, in questo tempo di crisi, sia duplice: riaffermare il valore del lavoro e nel contempo promuovere una cultura nuova intorno ad esso, fatta di fiducia, di relazioni, di legalità, di responsabilità, affinché accanto al servizio quotidiano per fronteggiare vecchie e nuove povertà, si radichi anche un impegno forte a scoprire nuove forme di solidarietà e di vicinanza operosa soprattutto verso i giovani, sballottati fra il desiderio di costruirsi un futuro dignitoso e la sensazione di essere soli in questo percorso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.