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Sequestrate 36 tonnellate di pellet con marchio illecito. Frode da due milioni di euro

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FOLLONICA – 3.680 sacchi di pellet, equivalenti a 36,8 tonnellate, sono state sequestrate dalla Guardia di finanza di Follonica che ha perquisito 17 società coinvolte nell’ambito dell’operazione “Hot import”, per aver importato/acquistato e successivamente ceduto, anche on line, pellet marchiato illecitamente EnPlus®.

L’attività di contrasto alle frodi commerciali, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Civitavecchia, e che ha preso iniziale avvio da un’analoga attività svolta in Follonica e Tarquinia nel corso della passata stagione invernale, ha visto impegnati oltre 50 militari appartenenti a 13 Reparti della Guardia di Finanza in ambito nazionale (Veneto, Umbria, Emilia Romagna e Lazio). Sono state accertate, sulla base dell’esame delle fatture di vendita acquisite, il consumo in frode di 717.054 sacchi di pellet illecitamente marchiati EnPlus®, equivalenti a 7.170 tonnellate.

È stato accertato che la società, con sede a Tarquinia, importava, da una società controllata Slovacca, ingenti quantitativi di pellet marchiato EnPlus®A1, privo dei requisiti di certificazione, che a sua volta veniva posto in commercio dalla società italiana.

Nei confronti della società tarquiniese, oltre al sequestro di 1.325 sacchi di pellet – equivalenti ad oltre 13 tonnellate – veniva nominato un rappresentante giudiziale per risolvere la situazione di conflitto dell’amministratore unico della società.

Gli elementi acquisiti nel corso delle indagini di polizia economica e finanziaria, condotte dai militari della Tenenza di Follonica per risalire alla “filiera”, hanno consentito di comprovare che la società produttrice estera, usurpando il titolo industriale registrato EnPlus®, ha illecitamente esportato in Italia il pellet con la connivenza delle società italiane importatrici, che poi lo hanno posto in vendita in territorio nazionale frodando la fede del consumatore ignaro.

Ciò, oltre a costituire reato, ha consentito di arrecare grave pregiudizio al mercato essendo stata falsata la leale concorrenza da parte delle società venditrici, che grazie alla frode in commercio hanno potuto vendere la merce ad un prezzo non corrispondente alla qualità del prodotto; infatti il suo prezzo sarebbe dovuto essere inferiore rispetto a quello di un prodotto di qualità, marchiato lecitamente EnPlus®.

Ciò ha generato un giro d’affari illecito di oltre due milioni di Euro. Sono al vaglio gli aspetti fiscali conseguenti, nei confronti delle aziende coinvolte. Questa è una delle filiere di vendita individuate dalla Guardia di Finanza di Follonica, che coinvolge oltre 400 società in tutta Italia in una frode che presenta anche caratteri di transnazionalità.

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