Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Scuola di Scarlino, Bizzarri: «Chiediamo al sindaco di mantenere il servizio»

Più informazioni su

SCARLINO – «Pseudo associazioni con presidenti eletti a vita, senza assemblee dei soci per approvare i rendiconti economici, senza programmazioni annuali, che poi si ergono paladini del popolo». A parlare è Maurizio Bizzarri, ex sindaco di Scarlino che interviene dopo essere stato chiamato in causa nell’assemblea pubblica tenutasi qualche giorno fa in paese.

«E’ così – continua Bizzarri – che a Scarlino si è tenuta un’assemblea pubblica nei locali del Circolo Arci per parlare del “Degrado del Centro Storico” l’unica cosa di cui non si è parlato, durante la quale è vero “sono stato zitto per tutto il tempo” non per timidezza o paura ma per rispetto, gli animi erano fin troppo agitati e la discussione animata, per giunta era presente il primo cittadino accompagnato da un assessore credevo potesse bastare, ubi maior minor cessat!».

«Alla luce del magro risultato di quella riunione, che ha visto il Comune arroccato su posizioni rigide di non ritorno e gli organizzatori concludere paventando azioni legali (secondo me poco efficaci), e visto che anche se taccio mi trovo comunque alla ribalta delle cronache e sui giornali, è necessario da parte mia un chiarimento».

«Non possiamo scordarci del passato, nei programmi elettorali della prima e soprattutto seconda consiliatura Bizzarri la definizione del percorso di costruzione della nuova scuola (lasciato aperto dal mio predecessore) era al 1° punto e con l’amico/assessore Enio Zanaboni ci abbiamo lavorato alacremente. La scelta dell’ubicazione a Scarlino Scalo è scaturita dopo un cammino partecipativo estenuante del quale fece parte anche un questionario distribuito alle famiglie».

«Alla fine l’Amministrazione con la sua maggioranza politica optò per la scelta pragmatica di via Lelli a Scalo: per il costo minore di costruzione rispetto a un plesso in collina, la facilità di inserimento nello strumento urbanistico, la buona viabilità e gli ampi spazi che la circondano, il numero di studenti della frazione più grande che avrebbe consentito risparmi sugli scuolabus e non solo, costruire una scuola all’interno di un centro abitato anziché in campagna l’avrebbe resa più sicura da eventuali vandali, bulli o pedofili infine un terreno a disposizione con minima presenza di rischio idraulico in un lembo marginale dell’area ampiamente superabile con misure di sicurezza progettuali. Decidere di non decidere sarebbe stata la peggio cosa ed oggi mi avrebbe esposto al pubblico ludibrio, così è nata la nuova scuola elementare di Scarlino Scalo».

«Solamente a fine 2017 l’amministrazione Stella ha comunicato la volontà (legittima) di spostare nel nuovo plesso anche le scuole medie. Devo precisare di dissentire da quanto detto l’altra sera dal Sindaco e cioè che un’amministrazione nuova per principio, quando arriva non può cambiare i programmi di quella precedente, altrimenti rischia l’accusa di distrazione di fondi. E’ vero in parte cioè non lo poteva fare se, come l’attuale era in continuità con la precedente. Infatti Stella già vice-sindaco con mezza giunta vecchia e tutta la maggioranza che aveva avallato l’atto di indirizzo, certo nel 2014 non poteva cambiarlo (ammesso l’avesse voluto cosa che non mi risulta)».

«Il “compromesso tassativo” voluto dalla allora maggioranza (socialisti, PD, Sinistra italiana e Di Pietro) per non penalizzare il Capoluogo fu; l’impegno della giunta a chiarire che la nuova scuola servisse solo per le elementari di Scarlino Scalo come ha ricordato alla riunione Michela Marrini nella sua ricostruzionee di questo Stella è consapevole infatti ai presenti ha detto “sono qui per prendermi le mie responsabilità”».

«Anche la consigliera di opposizione Travison è intervenuta, timidamente, forse per non contraddire troppo l’elettorato di Scalo, ricordando al Sindaco che la scuola non è finita mancano palestra e mensa per le quali ci sono soluzioni rabberciate e visto che siamo a fine legislatura meglio sarebbe rimandare l’apertura del nuovo plesso al 2019 impegnando chi verrà dopo, con un programma elettorale chiaro sulla politica scolastica. Sono d’accordo con questa posizione tanto che l’avevo espressa in Consiglio comunale aperto a marzo, ma ahimè anche nel recente incontro promosso dal comune alla presenza del vicesindaco Stefanelli con le mamme del paese, quest’ultime sono uscite arrabbiate e deluse sia per la forma che per la sostanza, il dado è tratto».

«Di fronte a questa determinazione bisogna fare di necessità virtù, prendere atto e rilanciare chiedendo al Sindaco Stella e alla sua maggioranza uno sforzo e un impegno certo, per il mantenimento delle elementari al Capoluogo, visto che i numeri nei prossimi anni non aiutano. Garantire allora il trasporto gratuito con lo scuolabus per la campagna, il Puntone e da Pian d’Alma verso la scuola elementare del paese e solo lì predisporre il tempo pieno. Questo potrà essere fatto con un atto di indirizzo amministrativo della giunta per baipassare le perplessità e gli ostacoli degli uffici. Ultima riflessione infine sulla mancanza di un tassello fondamentale, il non coinvolgimento dell’istituto comprensivo, assente sia in Consiglio comunale aperto che alle assemblee dove importante, costruttiva e opportuna sarebbe stata la presenza e conoscenza del pensiero della Preside in un percorso partecipato alla ricerca dell’equilibrio più giusto».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.