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Turismo in calo: «Troppo legati ai capricci del meteo, necessario allungare la stagione»

ORBETELLO/MONTE ARGENTARIO/CAPALBIO – La stagione turistica è partita, ma penalizzata dal cattivo tempo. Se c’è chi registra l’andamento dello scorso anno, ci sono anche imprenditori turistici che registrano un calo di clienti di almeno il 30% e c’è chi, premiato da iniziative diversificate quali la convegnistica, registra il tutto esaurito anche in un momento della stagione che non può definirsi di punta, oppure chi, godendo di una rete di contatti internazionale, ha lavorato bene anche in maggio, ospitando gli stranieri.

Gli stabilimenti balneari sono quelli che certamente risentono di più dei capricci del meteo: «La gente c’è – spiegano – sopratutto nel fine settimana, durante la settimana lavoriamo con i residenti se il tempo è buono, nel fine settimana con i turisti, ma se il tempo è cattivo in città calano le prenotazioni». I campeggi registrano una linearità di presenze rispetto allo scorso anno, a soffrire sono coloro le cui attività sono legate all’escursionismo e che lamentano una scarsa interazione con le strutture: «Abbiamo provato a proporre dei pacchetti direttamente agli alberghi, ma la risposta è freddina – dicono – non aiuta il fatto che alcuni uffici informazioni, per carenza di fondi, siano aperti solo la mattina e quindi le attività extra alberghi o campeggi, rimangono poco pubblicizzate».

Se per le strutture che puntano sul turismo esclusivo non sembrano esserci particolari criticità e le previsioni degli alberghi per il mese di luglio si annunciano abbastanza buone, non mancano le lamentele da parte di alcuni operatori, che vorrebbero vedere concretizzato l’allungamento della stagione: «Essendo il nostro turismo così legato alle condizioni meteo – chiariscono – è necessario che si inizi a pensare seriamente a come allungare la stagione. Ormai il turismo mordi e fuggi è una realtà che si è assestata e, se il bel tempo non ci assiste, le giornate perse non si recuperano neanche con un buon agosto».

La destagionalizzazione è dura da concretizzare, a detta degli operatori, se manca un progetto complessivo,  ma ci sono delle iniziative che funzionano: «Il calo c’è ma ci sono delle pratiche premianti – spiegano alcuni tra gli operatori che le hanno sperimentate – quali le fiere internazionali che permettono di intercettare gli stranieri: il primo anno hanno rappresentato il 5% del totale, ora sono il 68% e la Maremma diventa la tappa tra Firenze e Roma, soprattutto per inglesi e americani. I Russi cercano l’extralusso e sono più difficili da intercettare».

Purché non vengano avanzate particolari critiche alle amministrazioni locali, a cui si riconosce una buona gestione dell’ordinario, non mancano i suggerimenti e, per alcuni, il modello da imitare è quello della Riviera Adriatica: «Non diciamo – concludono gli operatori – che si debbano costruire i grattacieli sulle spiagge. La bellezza del territorio è una forza da preservare, ma è dovere di chi amministra valutare una diversificazione dell’offerta, cercare di implementare iniziative e strutture a favore di famiglie e giovani, in quanto la nostra popolazione turistica, fatta particolarmente di affezionati provenienti dalla Capitale, sta invecchiando inesorabilmente».

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