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Lavoratori a rischio: «Se chiude l’asilo disagi per i genitori e noi andiamo a casa»

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GAVORRANO – Il rischio chiusura del nido di Bagno di Gavorrano “Il paese dei Balocchi” in questi giorni preoccupa molti genitori. Non sono, però, solo loro che temono di vedersi privati di un servizio fondamentale per l’organizzazione familiare ed educativa dei figli; anche le educatrici della struttura, dipendenti della cooperativa Cuore Liburnia Sociale Onlus che gestisce il servizio, temono per il proprio posto di lavoro e non da ultimo per il benessere dei bambini da loro accuditi.

Tramite una lettera, l’educatrice Silvia Caldara si è rivolta alla nostra redazione. Pubblichiamo qui per intero il suo appello ai cinque candidati sindaci delle elezioni comunali di domenica 10 giugno.

«Mentre alla vigilia delle elezioni amministrative – scrive Silvia- si susseguono incontri, dibattiti e promesse per sferrare gli ultimi colpi di una campagna elettorale più serrata che mai, continua a crescere il senso di incertezza sul destino dell’asilo nido di Bagno di Gavorrano. Anzi incombe la più temibile delle minacce: il rischio di chiusura. Ciò che accade a un bambino nei primi tre anni di vita è determinante per il suo futuro: la cura, le relazioni, le attenzioni, la qualità del tempo e degli spazi. Tuttavia continuiamo a disinteressarci e a investire sempre di meno in questo settore, probabilmente perché mancano le risorse, o perché la sensibilità politica verso questo tema è ancora poco sviluppata. Ma investire sulla prima infanzia significa non solo investire sul benessere psicofisico dei bambini, ma anche sulle scelte lavorative delle madri in particolare».

«Il nido è presente sul territorio dal 2004, ha conosciuto evoluzioni, cambiamenti, rinnovamenti di grande importanza, grazie anche al coinvolgimento attivo di molte famiglie nel raggiungimento di tali obiettivi (e lo scoprire taluni di questi genitori all’interno di alcune liste mi fa ben sperare, poiché confido nella loro sensibilità). Da centro gioco educativo aperto fino alle ore 13 senza pasto, si è arrivati a nido d’infanzia con apertura dalle ore 7.30 alle 16».

«Tuttavia, mentre tutte le liste si affannano a esporre i vari punti dei programmi in attesa dell’apertura delle urne per la scelta del nuovo sindaco, nessuno parla del nido. Perché? Nessuno delle liste ha previsto di investire delle risorse per la continuità del servizio. Perché? Dobbiamo ancora raggiungere la consapevolezza, a prescindere dalla forza politica vincente, che le politiche per la prima infanzia non riguardano solo le famiglie con bambini piccoli ma riguardano tutti, perché il futuro di tutti si costruisce a partire da loro».

«L’appalto per l’affidamento scade a luglio e il nuovo bando di gara per la gestione del nido non è ancora stato indetto. Nell’immediato le famiglie chiedono che sia loro garantita la continuazione del servizio, almeno attraverso una proroga, in attesa degli esiti delle votazioni».

«Oltre a non garantire la continuità educativa, l’indifferenza politica rischia di mettere in dubbio il futuro lavorativo di tre dipendenti della Cooperativa che, se non riuscirà a collocarli in altra maniera, sarà costretta al loro licenziamento. L’educatrice Silvia Caldara».

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