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Gessi Rossi, Marcheschi: «Bene dati Arpat, ma troppa differenza con le conclusioni del NOE. Chiesto l’accesso agli atti»

 

FIRENZE – «I dati forniti da Arpat sui gessi rossi e illustrati questa mattina in consiglio ci sollevano ma non riescono a dissipare i dubbi sull’abissale differenza riscontrata tra le conclusioni dell’agenzia regionale e quelle del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, fornite alla Commissione parlamentare d’inchiesta sui ciclo dei rifiuti toscano. Possibile che analisi sul medesimo prodotto portino a conclusioni così differenti?» a chiederselo è il presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in regione Toscana, Paolo Marcheschi.

«Qualcosa indubbiamente non quadra, per questo ho fatto una richiesta di accesso agli atti per acquisire la documentazione relativa alle analisi Arpat dal 2015 ad oggi e tentare così di fare chiarezza su una vicenda che continua a lasciarci perplessi. Una volta ricevuti i documenti faremo i nostri confronti e valuteremo con i tecnici specializzati come procedere» spiega il consigliere.

«Ci solleva che Arpat abbia confermato i propri dati, ma la chiarezza deve essere alla base di un rapporto sereno fra chi rappresenta una ricchezza industriale per la zona e la cittadinanza in apprensione per le notizie emerse dall’inchiesta della Commissione parlamentare. Siamo certi che la Venator stessa, per la salvaguardia della qualità del proprio lavoro e dei suoi lavoratori, abbia interesse a dissipare i dubbi emersi. L’interesse alla chiarezza vale anche per la Regione e le Amministrazioni Comunali coinvolte, che devono aver ben definito di che genere di rifiuto si tratta: se i gessi rossi sono davvero un rifiuto pericoloso allora serve intervenire immediatamente e riformulare un accordo per la gestione corretta nell’interesse della collettività e del territorio» conclude Marcheschi.

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