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Pci attacca: «Al Falusi un disavanzo di 90 mila euro. Rischio default per l’azienda»

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MASSA MARITTIMA – «Ammonterebbe a poco più di 90.000 euro il disavanzo dell’Istituto Falusi per l’anno 2017, una cifra che sembra abbia indotto anche il revisore dei conti a sollecitare iniziative concrete da parte del Consiglio di Amministrazione per evitare un default dell’azienda». Ad affermarlo è la segreteria del PCI federazione di Grosseto. «Sono queste le indiscrezioni che filtrano dalle segrete stanze dei pochi addetti alla gestione e rendono chiara al PCI la necessità di blindare, da parte del presidente e del direttore, gli atti e informazioni sia sul bilancio che quelle richieste in più occasioni e da novembre 2017 dal consigliere Mauro Lorenzini».
Ma per la segreteria del PCI di Grosseto «il disavanzo non è una ragione plausibile per giustificare l’atteggiamento tenuto dal presidente Poli e dal direttore dell’Istituto rispetto alle richieste di atti informazioni di un’azienda pubblica come il Falusi. Il dilemma si risolverà quando le delibere, come previsto per legge, saranno pubblicati sul sito istituzionale. Solo allora, a cose fatte, si saprà come stanno le cose. La vicenda si presta a molte altre considerazioni. Da maggio dello scorso anno sono state fatte, da parte da parte della segreteria del PCI, proposte alternative, chiesti confronti, cercato il dialogo per risolvere le problematiche dell’Istituto che sono state inviate alle istituzioni locali cercando di intavolare un confronto costruttivo ma tutto è stato vano. Nessuna risposta se non la totale indifferenza e l’esclusione verso ogni forma di apertura al dialogo da parte della politica e delle amministrazioni».
«Tutto questo non è stato negato solo al PCI ma, in primo luogo, ai cittadini e ai rappresentanti istituzionali dei comuni interessati alle prestazioni erogate ed in particolare al comune di Massa Marittima che, tra l’altro, per bocca del primo cittadino, si era impegnato, con il consiglio di settembre, a convocare la commissione preposta per monitorare e condividere gli sviluppi di una situazione non molto chiara. Alle istituzioni si devono aggiungere i sindacati che avevano a suo tempo proclamato lo stato di agitazione, ancora oggi non revocato, e che, attraverso un’intesa, i cui contenuti non sono mai stati resi pubblici nei termini precisi neppure alle istituzioni locali. A riguardo ad oggi nessuno sa se i termini dell’accordo siglato siano stati rispettati nei punti specifici. Tutto questo ha inquietanti risvolti politici ed istituzionali, tutti a carico della maggiore forza di governo locale che risponde a quelle logiche di arroganza che le maggioranze dei comuni mettono in evidenza in molti settori, in perfetta sintonia con la linea dettata dal Partito Democratico ad ogni livello».
Il PCI crede che «prima o dopo dovranno essere portati i dati di un bilancio che a novembre sembrava chiudere in pareggio e che oggi invece, se le voci diventeranno realtà, chiuderà con un notevole passivo senza che nessuno sia stato coinvolto o informato ed escludendo soprattutto i comuni della zona e, nello specifico, il comune di Massa, per informare sulla situazione reale dell’Istituto e consentire agli amministratori di svolgere in pieno quel ruolo di controllo e indirizzo che gli compete. Proseguiremo nell’azione propositiva senza rinunciare alla difesa del lavoro e dei servizi e si batterà affinché trasparenza, chiarezza e dialogo siano elementi non di facciata ma di governo effettivo delle problematiche che, come il Falusi, riguardano tutti i cittadini. Soluzioni alternative per il PCI ci sono ma se prevalgono ancora arroganza e supponenza alla fine potrebbe avere ragione il revisore dei conti ed il Falusi rischia il fallimento che cadrà per primo sulle spalle dei lavoratori, su chi ha bisogno di assistenza e su tutta la comunità locale».
 
 

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