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Lavoro agricolo: «Oltre 85 milioni di stipendi in Maremma. Serve più attenzione»

GROSSETO – «Si deve porre una maggiore attenzione al lavoro agricolo, che in Maremma porta in dote oltre 85 milioni di euro annui in stipendi» lo dice il presidente di Confagricoltura, il presidente Attilio Tocchi che, con l’avvicinarsi della Festa della Repubblica, richiama le Istituzioni alla realizzazione di infrastrutture fondamentali per lo sviluppo agricolo. 
 
«Nel giorno della festa della Repubblica ci piace parlare di lavoro, uno degli argomenti che forse, molto più di altri, rende dignità e serenità a ogni Paese e ne innerva la struttura, tanto più nella nostra Italia, che è “Repubblica fondata sul lavoro -prosegue Tocchi- ultimamente abbiamo ottenuto anche il riconoscimento con la denominazione di “Distretto agroalimentare della Toscana del Sud”, con una pioggia di investimenti ad esso destinati. Ma gli investimenti da soli non sono sufficienti, perché bisogna dimostrare di crederci fino in fondo; devono innescarsi politiche e strategie capaci di dare un aiuto reale. La Maremma, dove puntare ad una agricoltura fortemente integrata con l’ambiente e il territorio»

Una convinzione quella manifestata da Tocchi che nasce dall’analisi dei numeri che dimostrano l’assoluto valore dell’agricoltura anche in termini economici, ossia in termini di stipendi medi annui per lavoratori dipendenti (a tempo determinato e indeterminato i cosiddetti Oti e Otd). Valore che per la maremma è pari a 85,5 milioni di euro, pari a 1,2 milioni di giornate dichiarate e con un numero di addetti che raggiunge quasi le 4mila unità, a cui si devono poi sommare circa 1.500 aziende datoriali e oltre 4.500 aziende condotte da lavoratori autonomi e l’indotto, fatto di strutture di trasformazione, cooperative agricole, consorzio agrario ed altro. «Numeri significativi  – commenta Tocchi – ma se li guardiamo con attenzione si può cogliere da essi che la parte più consistente  del valore economico agricolo maremmano si concentra nella pianura grossetana, in un territorio che comprende i comuni di Grosseto, Gavorrano, Roccastrada e Castiglione della Pescaia. In questo areale la vocazione agricola, massiva e di qualità, assume connotati interessanti e rappresenta oltre un terzo di quella complessiva provinciale».

«I numeri dicono che per i lavoratori dipendenti si tratta del 34%, con 1.300 unità che lavorano 408mila ore e che esprimono un valore economico in termini di stipendi pari a quasi 29milioni di euro all’anno. Una zona in cui si registra la massima concentrazione delle aziende zootecniche e gli impianti di trasformazione.  Ragione per cui – spiega il presidente di Confagricoltura Grosseto – ritengo che, in particolare la pianura grossetana, debba essere difesa a tutto tondo, perché non è solo significativa per valore economico  ma lo diventa soprattutto da un punto di vista sociale. Da qui mi permetto di muovere un richiamo forte alle istituzioni affinché si realizzino infrastrutture fondamentali allo sviluppo agricolo come la creazione di invasi idrici e nuova viabilità anche su rotaia. I Comuni – conclude -, mediante lo strumento di governo del territorio devono migliorare l’utilizzo dei suoli, consentire la realizzazione di strutture produttive e permettere, in taluni casi, cambi di destinazione d’uso non per fini speculativi ma per aiutare le nuove generazioni a mantenere la propria residenza nelle zone rurali»

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