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Comitato Bruna: «Facciamo nuove analisi sui gessi insieme alla popolazione»

GAVORRANO – Nuove analisi sui gessi rossi prodotti dalla Venator di Scarlino. È la richiesta del Comitato in difesa del Bruna all’indomani della pubblicazione del report sulle acqua elaborato da Arpat. Il Comitato propone anche di fare questi nuovi controlli insieme alla popolazione, sia a Monitoni che in fabbrica.

«Dopo 9 anni – si legge nella nota del Comitato – abbiamo avuto finalmente, due giorni fa, un nuovo test sui gessi rossi. Sarebbe stato certo più opportuno averlo prima del Dibattito Pubblico, e non dopo la sua conclusione!

Lo abbiamo più volte chiesto, ma tant’è, esaminiamo volentieri quello che è arrivato.

È migliore dell’ultima analisi pubblicata, fatta dall’Arpat nel lontano 2009, ma i gessi sarebbero comunque ben oltre i limiti previsti dalle tabelle indicate (quelle del DM 05/02/1998 e DLGS 152/2006, che seguono i parametri europei) nei valori di cloruri, cromo, vanadio, solfati e manganese, che nelle analisi sarebbero largamente superiori ai limiti nazionali ed europei, anche di molte volte».

«E’ comunque indicato in tabella che per i primi tre la Regione ha previsto una specifica deroga nel 2017. Quindi, se abbiamo capito, i gessi rossi sarebbero in qualche maniera “fuori norma” per i parametri europei, ma sarebbero “a norma” ai sensi della legge Toscana. Avremmo delle domande in proposito.

– Questa deroga regionale si basa su di un lavoro scientifico che ne evidenzia la non pericolosità?

– Esistono altre deroghe regionali per altri rifiuti?

– E’ stato interpellato il Ministero dell’Ambiente, anche per sapere se si possa derogare a tali limiti europei senza incorrere in sanzioni?

– Ma allora, se sono legittimamente in regola grazie alla deroga del 2017, negli anni precedenti, dal 2004 al 2017, quale norma specifica ha consentito lo stoccaggio a Montioni?

– Il test è obbligatorio ogni 12 mesi, il periodo 2010-2017 di Montioni non è stato mai pubblicato. Essendo lo stesso periodo dell’Inchiesta Parlamentare sui Rifiuti, con un semplice gesto per mettere a tacere le polemiche, potrebbe l’Arpat rendere pubblici gli 8 test di cessione dal 2010 al 2017?

– Il Regolamento UE n. 1357/2014 della Commissione Europea, dal 1 giugno 2015 ha sostituito le normative vigenti in Italia in tema di classificazione dei rifiuti, è stata fatta la riclassificazione dei gessi rossi in base a tutti i loro contenuti?

– Perché l’Inchiesta Parlamentare riferisce a pag. 106 di indagini dei Carabinieri che parlano di analisi assai diverse?»

«Mettiamoci nei panni dei legittimi timori degli abitanti di Follonica e Scarlino, che hanno letto, come tutti noi, la Relazione dell’Inchiesta Parlamentare sui Rifiuti. A nostro avviso, per riportare la tranquillità nel territorio, andrebbero eseguite le analisi dei gessi rossi insieme alla popolazione, e in loco, sia a Montioni, sia nello stoccaggio al Casone, e in contraddittorio con i cittadini e le associazioni del territorio, ed in più campioni, perché la composizione del materiale può cambiare sensibilmente, anche solo cambiando la regione di provenienza della ilmenite».

«L’esame ufficiale completo dei gessi rossi dovrebbe riguardare sia i 20 parametri del test di cessione previsti dalla legge, sia tutti gli altri esami necessari alla classificazione ex Reg. UE 1357/2014, sia i metalli pesanti e il cromo esavalente menzionati nell’Inchiesta Parlamentare.

Sarebbe anche auspicabile, sempre per evitare le polemiche del giorno dopo, un garante a supervisionare, un “vecchio saggio” per esempio. I Comuni di Follonica e Scarlino, che ne pensano?».

«Ci auguriamo di avere delle cortesi risposte dagli enti preposti, confidando che siano positive.

Aspettiamo tutte le parti interessate al dibattito domenica 3 al cinema di Bagno di Gavorrano, dalle 17.30 in poi, per trovare tutti insieme, se non delle soluzioni, delle linee comuni da seguire».

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