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Grosseto è sicura? con ‘Urban safety’ sono i cittadini a dirlo. Ecco lo studio dell’Università

GROSSETO – Si chiama “Urban Safety Profile” il progetto di ricerca sul tema della sicurezza urbana che avrà come protagonista la città di Grosseto.

La ricerca sarà condotta dall’università di Siena, attraverso il dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze, in stretta collaborazione con il Comune del capoluogo maremmano e la Fondazione polo universitario grossetano.

L’attività ha lo scopo di mettere a disposizione delle amministrazioni locali una modalità operativa per l’analisi della sicurezza urbana, la progettazione di interventi in tema di politiche di sicurezza e la valutazione delle loro ricadute.

“Siamo onorati di essere ‘terreno di ricerca’ per studiosi che si occupano, con competenze ed esperienza, di temi tanto delicati e sentiti dalla popolazione, come quello della sicurezza – dice il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Una delle mission di questa amministrazione è proprio quella di garantire, nelle more del dettato normativo e in stretta collaborazione con le forze dell’ordine deputate a questo, un livello accettabile di sicurezza urbana e aumentare nei cittadini la percezione di tranquillità. E ci stiamo adoperando per trovare strumenti diversi e variegati che diano un contributo in questa direzione; il fatto di essere sotto la lente di ingrandimento per attività di studio su questo argomento è sicuramente un valore aggiunto rispetto alla nostra azione di governo”.

Il progetto si articola sui tre livelli di intervento, a partire dall’analisi dello scenario territoriale, attraverso i dati delle statistiche ufficiali riguardanti tutti gli ambiti che a vario titolo incidono sulla tematica della sicurezza, ma anche attraverso la collocazione del territorio rispetto al contesto nazionale e una valutazione della sicurezza percepita nel contesto urbano. La seconda tappa sarà la progettazione di interventi in tema di politiche della sicurezza e infine la valutazione delle ricadute delle politiche della sicurezza progettate.

Per raggiungere questi obiettivi si partirà dal coinvolgimento di un campione casuale di cittadini in un contesto urbano ben definito; i cittadini saranno intervistate dai vigili volontari appositamente formati per questa attività, identificabili e autorizzati per questo tipo di rilevazioni.

Queste le cinque zone del capoluogo individuate:
1) il centro storico, le Mura e primo anello esterno alle Mura, stradale circostante,
2) abitazioni in prossimità del centro (compreso il quartiere Pace e tutte le abitazioni che si trovano tra il centro storico e la linea della ferrovia)
3) il quartiere di Gorarella, compresa la zona Aurelia antica
4) il quartiere di Barbanella
5) il quartiere oltre il diversivo fino a tutta la zona del Maremà.

L’impegno del Comune, per tutta la durata del progetto (ovvero tre anni) consisterà nel fornire un campione di nominativi da utilizzare per la ricerca, secondo le indicazioni fornite dall’università, nel mettere a disposizione del team responsabile del progetto i dati statistici direttamente posseduti, necessari a descrivere lo scenario (denunce, segnalazioni, aspetti demografici, sociali, reti organizzate del territorio, ecc.) e nel sostenere e promuovere con la cittadinanza le attività di ricerca finalizzate all’attuazione del progetto.

A fronte di questa collaborazione, l’Amministrazione comunale potrà disporre di tutti i risultati (informazioni, dati, ecc.) prodotti dal progetto e utili alla definizione delle politiche per la sicurezza, sia di diretta competenza che di competenza degli organi statali territoriali (Prefettura, Questura).

“Questo progetto rappresenta una grande opportunità per la città e per l’amministrazione e potrà servire a dare maggiore forza alle politiche sulla Sicurezza urbana – spiega l’assessore alla Sicurezza, Fausto Turbanti -. Anzitutto perché ci vede in prima linea ad affrontare il tema da una prospettiva diversa insieme all’università, in secondo luogo perché ci potrà offrire una mappa precisa in base alla quale potremmo calibrare meglio, anche in sinergia con le forze dell’ordine, una strategia mirata a garantire al territorio uno standard di vivibilità ancora più elevato”.

Il piano di lavoro prevede quindi la firma di uno specifico Protocollo d’intesa, grazie al quale il Comune potrà rivestire un ruolo strategico e di riferimento, anche per gli organi statali territoriali, per una migliore governance delle politiche di sicurezza; questo accordo consentirà infine di disporre di modalità operative per l’analisi della sicurezza urbana, con la conseguente possibilità di progettare e applicare, in modo diretto e incisivo, gli interventi più appropriati, valutandone poi le effettive ricadute e gli effetti positivi sui residenti.

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