Gessi, Di Curzio: «Il No della Scapin è solo per prendere i voti. Riapriamo il tavolo»

GAVORRANO – Riattivare il tavolo del 2004 con tutti i rappresentanti del territorio per affrontare la vicenda dei gessi rossi. Anche Gaetano Di Curzio, così come ha fatto anche Andrea Biondi, avversario di centrosinistra, propone di riaprire il tavolo di concertazione con i sindaci e le istituzioni per trovare una soluzione al problema dello stoccaggio dei gessi rossi.

«Ormai a Gavorrano – si legge nea nota – la questione Gessi rossi sembra diventata più una caccia al voto che altro. Ne è esempio la Lista marcata SEL-LEU, con Scapin candidata sindaco. Lo stesso schieramento politico nel 2015 proponeva di scaricare i Gessi rossi alla cava della Bartolina. Posizione mantenuta fino a due mesi fa. Poi, visto che si deve votare il nuovo sindaco, ecco l’immediata inversione di marcia, cambiando versione. Tutti ambientalisti, convinti più dalla necessità di raccattar voti che da altro».

«Secondo noi rispettare l’ambiente non lo si fa solo con gli slogan dettati dall’opportunità politica del momento. E poi altri interrogativi nascono spontanei: il sindaco uscente Iacomelli forse aveva previsto di incassar soldi dalla Tioxide per aiutare il pareggio di bilancio comunale, “favorendo lo scivolar dei gessi” alla Vallina od alla Bartolina? Ed il Pd si è dimenticato di aver previsto e formalizzato nel 2010 per la Bartolina la realizzazione di un invaso idrico?»

«Ma la questione riveste aspetti politici, aministrativi e tecnici ben più seri. Ad esempio, cosa ha fatto la politica e cosa hanno fatto i sindaci dei Comuni del comprensorio metallifero dal 2004 ad oggi? Ben 14 anni sono passati da quanto tutti lor signori si impegnarono volontariamente a monitorare la questione dei Gessi ed a prepararsi a cosa fare al momento che la discarica di Montioni – ove si scaricano i gessi ancora adesso – fosse arrivata ad esaurimento E cosa hanno fatto in merito?. Nulla. Non hanno fatto nulla. Beatamente ignavi ed indolenti».

«Ora che Montioni è piena ed il bicchiere sta per traboccare, tacciono. E magari aspettano che a Gavorrano qualcuno decida per loro. E di fronte a tale misero spettacolo di inefficienza, incapacità gestionale di un territorio, di fallimento concettuale della politica, sia essa gavorranese che comprensoriale (tanto sempre di Sinistra si tratta) – dovremmo esser proprio noi in 30 giorni a risolvere il problema gessi?».

«Per parte nostra abbiamo sempre dichiarato fin dal primo momento la convinta e totale contrarietà a qualsiasi tipologia di inquinamento ambientale del nostro territorio. Si attivi pertanto un percorso univoco, legale, serio, concertato e condiviso con la popolazione intera. Occorre quindi la riattivazione di quel tavolo tecnico del 2004, affinché siano tutti gli Enti interessati a trovare e stabilire una degna soluzione alla problematica, che abbia perciò il compito della inderogabile salvaguardia dell’ambiente e dell’occupazione stessa».

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