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Gessi rossi, M5S: «Devono finire in discarica per tutelare salute e ambiente»

FOLLONICA – «I gessi rossi sono un rifiuto, è stato affermato chiaramente nella relazione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta in Toscana, sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, redatta e approvata nella seduta del 28 febbraio 2018» a tornare sull’argomento è il Movimento 5 Stelle della città del Golfo, che illustra il contenuto dell’interrogazione che i consiglieri pentastellati hanno presentato in merito.

«Per decenni – chiarisce il Movimento – gli enti preposti al controllo e al monitoraggio ambientale hanno considerato il “Gesso Rosso” come uno scarto del processo produttivo del biossido di titanio, quindi considerato come materia prima secondaria, non un rifiuto. Per questo motivo e per anni, il gesso rosso è stato utilizzato per il ripristino ambientale della Ex Cava di quarzite di Poggio Speranzona a Montioni e commercializzato in agricoltura come ammendante o fertilizzante di secondo livello. A seguito dei prelievi di campioni di gessi rossi, eseguiti dai NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), direttamente alla cava e nei cumuli già pronti per la vendita ai grossisti, è stato accertato che gli stessi, contenendo concentrazioni superiori al limite consentito di metalli pesanti tra i quali cobalto cromo e vanadio, sono inidonei sia per il ripristino ambientale della cava sia per l’utilizzo in agricoltura. La relazione conferma che trattandosi non più di scarto di lavorazione, ma di rifiuto, il materiale avrebbe dovuto avere come unica destinazione la discarica».

«Il mancato invio in discarica dei gessi rossi, ha determinato per Huntsman Tioxide un notevole risparmio di spesa per decine di milioni di euro – prosegue M5S – nella stessa relazione si dichiara che gli inquinanti presenti nei gessi rossi, oltre all’arsenico di cui la piana è altamente inquinata, sono direttamente collegati alle patologie come tumori alla vescica, linfoma non hodgkin, sarcoma nei tessuti molli e mieloma multiplo per i quali la nostra zona ha un’incidenza che è pari al doppio rispetto a tutto il resto della Toscana».

«Sulla base di questa relazione – annunciano i 5 Stelle – come gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una domanda di attualità al Sindaco Benini, al fine di sapere se intenderà procedere alla sospensione del conferimento dei gessi rossi presso la cava di Montioni, visto che non essendo una discarica non ha i requisiti strutturali e normativi per continuare ad accoglierli. Quale sarà l’atteggiamento del Sindaco nei confronti dei soggetti pubblici e privati coinvolti? Si adopererà in difesa dell’ambiente della salute dei suoi cittadini e per quella dei lavoratori sia della cava che del polo chimico? Chiederà conto a chi ha ritenuto per anni i gessi rossi come semplici scarti invece di rifiuti speciali? Oppure soccomberà come fa da anni il suo partito democratico al ricatto occupazionale?»

«Riteniamo che il territorio compreso tra Follonica e Scarlino – conclude il Movimento – abbia già dato in termini di vite umane e di risorse ambientali, a vantaggio e alla ricerca costante del profitto. I cittadini sono stanchi di essere considerati statisticamente irrilevanti».

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