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#lacittàchecambia, la proposta: «La Casa dello studente torni agli studenti». Lo chiedono ragazzi e gentori

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GROSSETO – Il gruppo “Studenti e Genitori Attivi” si è costituito di recente a Grosseto per cercare risposte concrete alla grave carenza di spazi ed opportunità per i giovani della città. «Siamo così venuti a conoscenza – spiegano in una nota i rappresentanti del neo nato gruppo – dell’assegnazione da parte della Regione Toscana di un finanziamento al Comune di Grosseto di 1.400.000 euro finalizzato alla ristrutturazione della Casa dello Studente e abbiamo accolto con entusiasmo, naturalmente, l’impegno dell’amministrazione comunale in tale direzione».

«Vogliamo, tuttavia, esprimere la nostra ferma contrarietà sulla nuova destinazione scelta per l’immobile collocato all’interno della Cittadella dello Studente, ossia: “la realizzazione di una residenza multifunzionale con sinergie di auto-aiuto”. Si tratta certamente di una destinazione importante e molto positiva, in quanto rivolta a fasce sociali oggi definite retoricamente “fragili” quali gli anziani, le giovani coppie in cerca di casa, etc…. Tuttavia, non si capisce perché a questa destinazione non siano dedicate altre aree della città: basta girare per i quartieri per individuare immobili pubblici da riutilizzare, anche cogliendo le occasioni aperte dalla recente riforma del Terzo Settore e dagli investimenti a impatto sociale su cui l’attuale Giunta si era impegnata formalmente di fronte ai cittadini».

«E perché si dovrebbero offrire ai giovani altri ipotetici spazi, quando hanno già un immobile originariamente pensato per loro? La Cittadella dello Studente era stata concepita come una sorta di Campus studentesco, autonomo, dotato per questo anche di impianti sportivi e spazi polifunzionali. Chiediamo con forza, pertanto, che la Casa dello Studente venga restituita ai giovani studenti della provincia di Grosseto. Troppo spesso, infatti, i ragazzi sono costretti, ad esempio, ad affittare spazi esterni per poter svolgere le loro assemblee di istituto; a pranzare con un panino per strada (anche quando piove) nell’intervallo tra le lezioni mattutine e quelle pomeridiane, senza disporre di un’area dedicata e attrezzata con servizi igienici. Senza considerare, poi, i disagi per i fuori-sede».

«Il problema si ripete per il tempo libero: la nostra città non offre spazi adeguati dove i ragazzi e adolescenti possano fare esperienze di aggregazione significative, in autonomia e sicurezza. Spazi che possano offrire un’alternativa valida ai bar, alla strada, alle mura. Spazi in cui possano svolgere attività costruttive e imparare a stare insieme. Oppure preferiamo lamentarci quando li vediamo trascinarsi per le vie della città o sedersi per terra nei parchi spesso trasandati di Grosseto? Nell’attesa di un tempestivo riscontro da parte dell’amministrazione e nella speranza che tale appello non cada nel vuoto, siamo fiduciosi che ci sia ancora la possibilità vera, non retorica, di partecipare come cittadini e contribuenti alla scelta della destinazione finale di un immobile prezioso, un luogo simbolo della città, che appartiene all’intera cittadinanza e, soprattutto, ai giovani di Grosseto».

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