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Gessi rossi : «La commissione li boccia, il progetto di Montioni è da rivedere»

FOLLONICA «Nella relazione della commissione speciale parlamentare sul tema dei rifiuti – finalizzata ad indagarne aspetti ambientali e di illegalità – si afferma con estrema precisione che il materiale di risulta per la produzione di biossido di titanio non sia assolutamente idoneo né come ammendante né per ripristini ambientali» a parlare è Ettore Chirici, capogruppo di “Gente di Follonica”, che interviene sulla questione “gessi rossi”.

«Ciò è dovuto – afferma Chirici – a valori superiori al consentito di cromo e vari metalli pesanti presenti nei cosiddetti “gessi rossi”. Ancor più: la relazione indica che questo materiale è da smaltirsi esclusivamente in discarica. L’argomento, come quello delle ceneri di pirite della Nuova Solmine, è stato affrontato specificamente dalla Commissione essendo a conoscenza delle indagini della magistratura, con prelievi dei materiali fatti dal Noe e delle conseguenti analisi».

«Visto che i “gessi rossi” sono utilizzati per il ripristino ambientale della ex cava Poggio Speranzona nel Parco di Montioni – prosegue il capogruppo – il sottoscritto chiede se sia stato chiesto all’Arpat il motivo dei differenti esiti delle analisi dei materiali, confronto tra loro relazioni e questa della Commissione parlamentare; se, a seguito di quanto sopra esposto, non si ritenga opportuno sospendere il conferimento dei gessi rossi nel Parco di Montioni e se non sia il caso di verificare con attenzione il contenuto tecnico del progetto di ripristino, per verificarne l’adeguatezza a impedire la cessione nelle acque sottostanti e superficiali dei metalli presenti e, in caso di deficienze, l’Azienda interessata sia chiamata a provvedere con urgenza agli eventuali adeguamenti»

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