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Gessi rossi, Di Curzio: «Non se può fare carico solo Gavorrano»

GAVORRANO – Anche la lista “Di Curzio Sindaco” prende posizione sulla vicenda dei gessi rossi, sul loro stoccaggio e sul futuro del polo industriale del Casone. Con una nota il candidato sindaco spiega quale siano le idee che propone la sua lista mettnedo in campo la proposta che sia l’intero comprensiorio a farsi carico di trovare soluzioni senza scaricare tutta la responsabilità della situazione sul Comune di Gavorrano.

«La comunità di Gavorrano – si legge nella nota – si è trovata ad essere il Comune crocevia sul problema dei gessi della Venator. Sembra ormai che tutto dipenda solo dalle scelte che farà Gavorrano. E così, Bartolina e Vallina, dalla sera alla mattina. Lo stabilimento chimico dà lavoro a circa 500 persone, tra personale dipendente ed imprese locali appaltatrici dell’indotto.Questo personale proviene, per Comune di residenza, il 37% da Follonica, il 16% da Massa Marittima, il 14% da Gavorrano, l’11% da Scarlino ed il 22% da altre Comunità tra cui Roccastrada ed aree confinanti».

«Ebbene: perchè deve essere solo Gavorrano a dover dare risposte su dove/come/quando scaricare i gessi, avanzo industriale del ciclo produttivo del biossido di titanio?

Ed ancora: gli altri Comuni delle Colline Metallifere che titolo hanno per stare sul balcone a fare solo gli spettatori? Appare perciò chiaro che la questione dei gessi coinvolge come minimo tutti i Comuni dell’intero comprensorio, i quali sono chiamati ad intervenire direttamente, assumendosi le reponsabilità che ne derivano, abbandonando il silenzio attuale».

«La politica della Sinistra locale ha spesso emulato il ruolo del Giano bifronte, quando si è trovata davanti a problematiche difficili, specie sul problema ambientale o su quello dello sviluppo turistico del territorio. Da una parte ha saputo fare la faccia cattiva per imbonirsi le estremità populiste, dall’altra ha saputo lisciar la pelle alle grandi aziende, per ottenere sostegni. Conclusione: abbiamo un territorio pieno di contraddizioni, senza certezze e dal futuro incerto e buio, facile preda dell’antipolitica grillina e soci, a tutto danno delle giovani generazioni. Un Comprensorio perdente, che non ha mai capito quali sono state le sfide per progettare il miglior futuro possibile, che ancora oggi non riesce a riflettere su cosa dovrà essere il domani e che resta beatamente ancorato ai benefit del presente, ultimi residui dorati di tempi favorevoli ormai in estinzione. Precisiamo perciò la nostra contrarietà a qualsiasi forma di inquinamento ambientale, sia esso solido, gassoso o liquido».

«Riteniamo però, con convinzione piena, che vada allargata la platea dei soggetti responsabili, per affrontare – e possibilmente risolvere – la problematica esistente che riguarda la qualità della vita dell’intera popolazione comprensoriale, sia sotto l’aspetto del benessere salutifero che quello dell’economia sociale».

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