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Messaggio tra il candidato e l’elettore: «non votare il simbolo, vota me». Biondi “schiaffeggia” Tonini

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GAVORRANO – La campagna elettorale gavorranese non salta un giorno di discussioni accese e colpi bassi. Tra ieri sera e oggi nuove polemiche sui social network, in seguito alla pubblicazione di una conversazione privata tra l’assessore uscente e candidato con la lista Gavorrano Progressista Daniele Tonini e un’altra persona.

«Mi abbandoni»?, chiede Tonini nella chat. «Solo perché di là c’è troppa politica, il Biondi fa politica» è la risposta del suo interlocutore. «Se non vuoi votare il simbolo del Biondi metti solo la preferenza a me senza fare la croce sul simbolo. Dai dammi una mano, mi conosci, lo sai, sono una persona fidata. Se no va a finire che vince Scapin»-insiste Tonini. «Loro però non mi piacciono» – afferma l’altra persona. «Infatti devi votare me, non loro».

Nel gruppo facebook “Gavorranesi” in cui è stato pubblicato il post, non sono mancati i commenti. Dallo sgomento alle critiche, dalla richiesta a Tonini di ritirare la candidatura a quella di rispondere direttamente alle accuse. Qualcuno ha inoltre fatto notare che il voto disgiunto, ovvero esprimere la preferenza ad un candidato senza includere la lista con cui quest’ultimo si è candidato, nelle elezioni di Gavorrano non è possibile in quanto è un Comune sotto i 15mila abitanti.

A intervenire questa mattina, anziché Tonini, è stato il candidato sindaco di Gavorrano Progressista, Andrea Biondi.
Biondi ha pubblicato sul suo profilo facebook una foto, ironica, che lo ritrarre in atteggiamento pronto a schiaffeggiare il candidato della sua lista. «Ieri sera ho preso subito provvedimenti con Daniele Tonini» – scrive il candidato a sindaco con una faccina che ride, poi torna sull’argomento in toni più seri e invita i suoi candidati a un atteggiamento responsabile. «A parte gli scherzi –scrive- Daniele mi ha assicurato che si trattava di una provocazione e non di un tentativo di rendere un voto nullo. E’ inutile discutere, le considerazioni personali diverse che ogni persona può fare sull’argomento, perché ognuno rimarrebbe della sua opinione e si alimenterebbe solo una sterile polemica».

«Comunque –aggiunge- tutti gli elettori devono sapere che non è possibile il voto disgiunto alle elezioni amministrative del 10 giugno: se si vota un simbolo e si da la preferenza ad un candidato consigliere di una lista diversa, il voto probabilmente sarà nullo, se invece non si barra un simbolo ma si esprime solamente la preferenza scrivendo il cognome di un candidato o candidata della lista, il voto va automaticamente anche al candidato sindaco.

Personalmente faccio un appello a tutti i candidati della mia lista, al senso di responsabilità necessario in questa fase delicata, non perché sia preoccupato più di tanto della eventuale pubblicità negativa o delle strumentalizzazioni conseguenti, ma perché la nostra comunità già abbastanza divisa non ha certo bisogno di nuovi impulsi negativi.

La vita di Gavorrano prosegue anche dopo la campagna elettorale, e lo dovrà fare nei migliori dei modi, al di là di chi ricoprirà il ruolo di sindaco».

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