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Il Comitato anti degrado appoggia Priscilla Schiano: «Siamo con lei»

PORTO ERCOLE – “E’ trascorso un mese dalla creazione del Comitato Porto Ercole e già molte cose sono state fatte, soprattutto grazie alla collaborazione e alle prontissime segnalazioni dei cittadini”ad annunciarlo è il Comitato stesso che si candida, nell’ottica della democrazia partecipativa, a essere patrimonio di tutti i cittadini per dare sostanza alle proposte che partono dal singolo.

“Questa sarà la giusta “ricetta” per dare a Porto Ercole quella marcia in più – dice il Comitato in una nota – che a questo punto è divenuta necessaria sia per quest’ultimo mese di governo dell’amministrazione Cerulli, sia per il proseguo che sarà, in caso di vittoria, di Priscilla Schiano alle imminenti amministrative. In Italia, purtroppo, la democrazia rappresentativa non funziona più, è palese lo scollamento tra rappresentanti e rappresentati. C’è stata, forse, un’epoca nella quale la democrazia rappresentativa riusciva efficacemente a interpretare i bisogni della società e a farsene carico. Questo succedeva grazie anche ad un articolato sistema di corpi intermedi che metteva in connessione l’individuo con il suo rappresentante istituzionale”.

“Oggi la rete capillare di partecipazione e intermediazione politica che esisteva un tempo non c’è più – prosegue la nota – la partecipazione politica si è ridotta ad un fatto effimero, si organizza per le competizioni elettorali e poi scompare. E’ ormai da anni che il sistema politico italiano ha fatto una netta virata verso il modello americano, ovvero grandi macchine organizzative del consenso che si mettono in moto per le elezioni e funzionano come grandi “imprese”del voto: sondaggi, si punta tutto sulla comunicazione, sul branding e sul marketing, in altre parole, si vendono prodotti. La politica, in questo modo, smette di essere lo spazio del confronto tra diverse idee di società e modelli di sviluppo, per diventare un supermercato dove la proposta politico – commerciale è il risultato di precisi calcoli di convenienza nella raccolta del consenso”.

“Questo fenomeno si accompagna a quello della personalizzazione della politica – sottolinea il Comitato – si punta tutto su leader mediatici, su comunicatori in grado di vendere meglio il prodotto. Spariscono del tutto i corpi intermedi. In questo contesto i cittadini non hanno più occasioni né strumenti per incidere sulle scelte politiche, per avanzare le proprie istanze, per esercitare i prori diritti democratici. La partecipazione politica, in sostanza, si riduce al voto. La politica rappresentativa, insomma, è in crisi. A dimostrarlo sono sia l’altissimo dato di astensionismo, sia il voto a forze politiche che promettono di puntare tutto sulle nuove frontiere di democrazia diretta. E’ un forte segnale, noi cittadini sentiamo il bisogno di riappropriarci del potere di scegliere”.

“Il Comitato – spiega la nota – sarà infatti una tecnica di democrazia partecipativa ed è e sarà patrimonio di tutti i cittadini per dare senso e sostanza alle proposte ed iniziative che partono proprio dal singolo. Noi del Comitato riteniamo che sia indispensabile il riavvicinamento dei cittadini alla politica restituendole il suo senso originario. Il Comitato è e sarà infatti il collante fra i cittadini e rappresenta lo spazio pubblico dedicato alla discussione e alla presa di decisioni che ogni individuo deve sentire alla sua portata. Siamo convinti che bisogna ridiscendere le scale del palazzo e tornare fra la gente, restituendo il timone alla comunità”.

“La nostra sarà la politica della comunità per la comunità – illustra il Comitato -cioè democrazia partecipata. Intanto crescono le adesioni dei cittadini per il Comitato ed oltre ai primi nominativi che ne hanno annunciato la nascita Michele Lubrano, Marco Nieto,Carla Longobardi, Alessandro Lucignani,Antonio Sabatini, Silvia Ferrini,Anselmo Sabatini, Roberto Stronchi si aggiungono altri nominativi come Giovanni Sabatini, Itala Costagliola, Stefano Scotto, Giuseppe Sabatini, Ardelio Costagliola, Cristina Scotto, Pia Sartini, Angelo Manuguerra, Quinto Sabatini“.

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