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Bellezza Italia: ecco il progetto che salva la duna di Marina di Alberese

  Legambiente e il Gruppo Unipol presentano “I guardiani della duna” che sarà realizzato a Marina di Alberese (Grosseto) nell’ambito della campagna Bellezza Italia: tra le attività previste la mappatura delle coste e la creazione di percorsi informativi e didattici. Cinquanta studenti impegnati questa mattina per il monitoraggio della beach litter e la pulizia della spiaggia di Collelungo nel Parco della Maremma

ALBERESE – Riscoprire e valorizzare il sistema dunale costiero della Toscana. Con un duplice obiettivo: difendere uno degli ecosistemi più vulnerabili e minacciati del nostro Paese, che svolge un ruolo strategico per la mitigazione del rischio di erosione e la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici, e promuovere uno sviluppo turistico attento e rispettoso delle risorse naturali del territorio.

È questo in sintesi lo scopo del progetto i Guardiani della duna, il nuovo intervento della campagna Bellezza Italia– promossa dal Gruppo UnipolLegambiente– presentato questa mattina presso la sede del Parco Regionale della Maremmaad Alberese (Grosseto) daMaria Luisa Parmigiani, responsabile sostenibilità del Gruppo Unipol e da Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. All’incontro erano presenti, inoltre, Lucia Venturi, presidente dell’Ente Parco Regionale della Maremma e Lorenzo Moncinidel Centro Ricerche CRISBA-ISIS “Leopoldo II di Lorena”.

In contemporanea, presso la spiaggia di Collelungo, nel Parco della Maremma, il circolo Legambiente Festambiente ha realizzato una visita-studio che ha coinvolto circa 50 studenti delle scuole secondarie di primo grado con un monitoraggio della beach litter, per indagare la tipologia e la provenienza dei rifiuti, con la successiva pulizia della spiaggia. Il marine litter è, infatti, un’emergenza globale al pari dei cambiamenti climatici ed è un problema destinato a crescere se non si interviene al più presto. Il sistema dunale è aperto al pubblico e quindi altamente influenzato dalle attività umane: per questo l’obiettivo del progetto è anche quello di incrementare la coscienza ecologica e la consapevolezza dell’importanza delle dune. Saranno per questo messe in campoazioni di sensibilizzazione e informazione che coinvolgeranno amministrazioni, cittadini e soprattutto le giovani generazioni, per evidenziare le soluzioni che passano anche dalla prevenzione dei rifiuti, dalla raccolta differenziata e dal riciclo.

«I sistemi dunali sono uno straordinario patrimonio del nostro Paese e fondamentali alleati dei nostri territori nella lotta ai cambiamenti climatici in atto – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente–. Un ecosistema però sempre più in sofferenza, che rischia di scomparire per fenomeni erosivi o perché costantemente messo alla prova da inquinamento e cementificazione selvaggia. È invece possibile coniugare la tutela del territorio con la valorizzazione e la promozione di un turismo attento e duraturo nel tempo e vogliamo dimostrarlo con questo nostro nuovo intervento. Un progetto con il quale tracciare la strada della riqualificazione e valorizzazione diffusa del nostro patrimonio costiero, anche alla luce della sfida che i cambiamenti climatici pongono alle aree del Mediterraneo, con impatti significativi sugli ecosistemi, sulla linea di costa e sulle aree urbane».

«Il progetto delle Dune è un ottimo esempio di sinergia tra pubblico e privato, nonché la sintesi del nostro impegno nel contribuire ad affrontare una problematica cruciale come il cambiamento climatico attraverso delle azioni concrete, tangibili, volte a creare valore condiviso e sviluppate insieme a stakeholder locali – dichiara Maria Luisa Parmigiani di Unipol. Il territorio toscano, inoltre, è per noi un’area importante da valorizzare nelle diverse dimensioni del Gruppo».

Il nuovo intervento sarà realizzato – grazie alla collaborazione con il Parco Regionale della Maremmae del Centro Ricerche CRISBA-ISIS “Leopoldo II di Lorena”–nelterritorio di Marina di Alberese, area protetta del Parco e a forte rischio di erosione, ma vuole rappresentare un progetto pilota replicabile in altre zone della fascia costiera toscana dove il sistema dunale è in pericolo. La prima fase del progetto riguarderà, infatti, la ricerca e la raccolta dati sulla duna lungo la costa della regione che consentirà di realizzare una mappatura sul loro stato di salute, mettendo in evidenza quei punti della fascia costiera dove sono presenti situazioni di criticità (fauna, flora, sistema idrico, erosione costiera, stato di conservazione, ecc.) e dove sarebbe necessario intervenire con progetti simili di conservazione e ripristino.

L’intervento mira alla conservazione e valorizzazione dell’area dunale e della pineta per renderla fruibile in completa sicurezza, incrementando così un turismo attento e consapevole. Lungo il percorso saranno poi state realizzati spazi di sosta e infopoint, dedicati all’informazione e alla scoperta degli elementi ambientali presenti nell’area.

«Ringrazio Unipol e Legambiente per aver scelto il Parco della Maremma per questo importante progetto pilota – dichiara Lucia Venturi, presidente dell’Ente Parco Regionale della Maremma-. La protezione della duna è un elemento importantissimo sia per la conservazione della biodiversità sia come fattore di freno per l’erosione costiera e dunque va a completare l’intervento che abbiamo messo in opera per consolidare la spiaggia a sud dell’Ombrone».

La campagna Bellezza Italia ha consentito negli ultimi tre anni di realizzare nove interventi in tutta Italia: azioni di recupero e riqualificazione di aree degradate del nostro Paese oggi restituite ai cittadini, progetti che hanno diffuso la cultura della legalità e dei diritti, favorendo tutte le sinergie possibili tra società civile, imprese e istituzioni. Tra questi la nascita del primo tratto sperimentaledel Parco Fluviale del Po, in un’area circa mille ettari che attraversa i comuni di Villanova sull’Arda, Polesine–Zibello e Roccabianca in Emilia Romagna; la greenstation di San Stino di Livenza(Ve), divenuta un centro culturale e di promozione della mobilità sostenibile; la riqualificazione del Parco di Capoprati, circa 7.000 mq nel pieno centro di Roma, una delle ultime aree naturali in cui riscoprire il Tevere e il suo prezioso ecosistema o ancora il Sentiero degli Argonauti a Paestumche ha permesso di migliorare la fruibilità dell’area e restituire al sito archeologico tra i più famosi al mondo l’unità geografica originaria con il suo sbocco a mare.

Bellezza Italianon è però l’unico fronte della collaborazione tra il Gruppo UnipolLegambienteche si articola infatti su diversi ambiti, con il duplice obiettivo di qualificare l’impegno ambientale del Gruppo Unipol nel Paese ed accrescere la consapevolezza dei suoi stakeholder diretti sull’importanza di tutelare e valorizzare il nostro territorio, e in una serie di azioni mirate allo sviluppo di politiche attive e strumenti adeguati a migliorare la resilienza al cambiamento climatico in Italia. Legambiente collabora, infatti, con Unipol anche per progetti riguardanti rischi derivanti dalle calamità naturali, per evidenziare aree e comportamenti di rischio, identificare politiche, interventi ed azioni per la promozione della resilienza e la manutenzione del territorio, anche partecipando a progetti pilota di sensibilizzazione ed educazione.

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