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Un crowdfunding per salvare il mare: è così che nasce il museo sottomarina

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TALAMONE – A Talamone, in provincia di Grosseto, lo chiamano tutti Paolo il pescatore, quasi fosse uno qualsiasi di quei tanti che vivono anonimamente e solitariamente del mare della Maremma. Eppure Paolo Fanciulli è diventato una celebrità fra gli ambientalisti, in Italia e non solo. Si deve ad un suo sogno, che ora grazie ad una raccolta crowdfunding con Eppela, è potenzialmente alla portata di tutti. Salvare quello splendido specchio di mar Tirreno che da Punta Ala Guarda guarda fino alle vette dell’Argentario.

Quel mare “malato” a causa della pesca a strascico illegale fino a tre miglia dalla costa, che lui vuole combattere con l’arte. E ne ha avuti di proseliti – tra cui anche Greenpeace – da quando nel 2006 conquistò alla causa la Regione Toscana e quindi l’agenzia Arpat, facendo installare sul fondo del mare i primi blocchi di cemento. Da oggi (10 maggio) ciascuno può sostenere l’impresa, di ben altro calibro: realizzare un museo sottomarino con le sculture realizzate con 24 blocchi, stavolta di marmo, donati dalle Cave di Michelangelo di Carrara al progetto della Casa dei Pesci.

Una sorta di Atlantide sottomarina con le opere di noti artisti, che avranno duplice scopo: costituire una barriera alle strascicanti, impedendo l’utilizzo delle reti e quindi l’impoverimento della fauna ittica e della flora marina, ma aiutando anche il ripopolamento e creando appunto una sorta di città subacquea per tante specie di pesci messe in pericolo dalle pratiche illegali. E nello stesso tempo evitando anche un’altra ’estinzione': quella dei pescatori che di generazione in generazione non hanno abbandonato pratiche sane e rispettose dell’ambiente.

E’ questa l’idea di Paolo Fanciulli che è diventata l’ambizioso progetto dell’associazione Casa dei Pesci creata nel 2014 dall’amico del pescatore Ippolito Turco, a cui hanno già aderito tanti artisti: 24 blocchi di marmo scolpiti sono già stati calati sul fondale del mare, una barriera d’arte contro lo scempio dell’uomo. Ma l’obiettivo è quello di posizionarne altri 20, sempre donati dal patron della cave di Carrara, Franco Barattini. L’occasione per vedere i bozzetti di alcune future realizzazioni e di osservare le opere già realizzate e posizione in mare negli scatti del fotografo Carlo Bonazza scatta proprio da oggi (10 maggio). E’ stata infatti allestita una mostra alle Clarisse di Grosseto, che resterà visitabile fino al 26 del mese, e che inaugura con una cena di finanziamento al ristorante Canapone in piazza Dante Alighieri, dalle 20 (50 euro a persona, solo 40 posti su prenotazione. Per info e prenotazioni: 0564.24546).

Tutto è pronto per la nuova impresa: quello che serve è finanziare il trasporto dei blocchi di marmo da scolpire dalle Cave di Carrara fino a Talamone e poi per la messa in mare con un pontone.
“L’operazione che vogliamo realizzare – spiega Turco – ha un carattere non solo ambientale ma soprattutto sociale. Lo hanno capito bene gli artisti che hanno abbracciato da subito la nostra idea”. Tra essi ci sono Massimo Catalani, Giorgio Butini, Massimo Lippi ed Emily Young (già attivi nel primo ciclo), Ulisse Ziveri Arcozzi, il britannico John Cass, la giovane scultrice tarantina Aurora Avvantaggiato e l’austriaco Johannes Goelles,

Senza considerare che il progetto, sostenuto da Provincia e Comune di Grosseto, ha un indubbio risvolto turistico. Quello della Maremma è, infatti, un mare amato dai sub, che potrebbero trovarsi di fronte a delle inimmaginabili sorprese: “La bellezza di questa intuizione – spiega infatti il progettista Ippolito Turco – sta nel fatto che la natura e il mare si riappropriano dei marmi, inglobandoli nell’habitat circostante”. “Vorremmo creare un vero e proprio museo di sculture sottomarine – prosegue – e nello stesso tempo un giardino dell’arte a cielo aperto in continuità con le opere a mare. A questo proposito sollecitiamo gli imprenditori del vino e del turismo maremmani che vogliono custodire una di queste sculture contribuendo al progetto a farsi avanti per poter raccontare ai loro clienti cosa loro hanno fatto per mantenere bella e viva la maremma”.

“Il progetto ha già conquistato numerosi benefattori, ma serve uno sforzo ulteriore – aggiunge Ippolito – la differenza possiamo farla se c’è massima condivisione nel sostenere qualcosa che resterà e che salverà uno dei mari più belli. Quanti finora ci hanno sostenuto hanno capito che in ballo c’è qualcosa di grande”.

L’obiettivo da raggiungere è quello di raccogliere 10mila euro: ecco il link dove si possono effettuare donazioni per la Casa dei Pesci: http://www.eppela.com/lacasadeipesci

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