I “rifiuti” del mare diventano opere d’arte: ecco i pesci dell’artista Simone Pazzaglia

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GAVORRANO – Simone Pazzaglia, scrittore gavorranese, ha scoperto una nuova forma d’arte personale; costruire opere d’arte, pesci di acqua salata con ciò che porta il mare.

Dopo un cambio radicale a livello lavorativo, a 40 anni Simone si è trovato a passare da una vita di commerciante di un piccolo centro urbano a intraprendere il mestiere di sommozzatore a Piombino, dalla terra in mezzo al mare. Un lavoro che l’ha affascinato fin dal primo giorno e dal quale gli è venuta l’ispirazione delle sue creazioni.

«In mezzo al mare si trova di tutto – dice Simone-, quello che mi affascina di più sono i detriti di legno. Sembra quasi che abbiano una storia da raccontare. Alcuni pezzi sono vecchi, anche di decenni fa. Mi sono chiesto, chissà da dove vengono? Saranno pezzi di barche o altro? Insomma, ho voluto restituire un senso».

Così ha iniziato a ricomporre i pezzi da lui trovati insieme ad altri detriti e materiali di recupero che raccoglie durante il suo lavoro in mare aperto. La sua idea è quella di costruire i pesci del mediterraneo. In questo momento la sua collezione comprende già una trentina di specie e misure diverse, dalla rana pescatrice al cavalluccio marino, con misure dai 30 centimetri agli oltre due metri. Il suo laboratorio si trova a casa dei genitori in una grande cantina, ormai colma di pesci colorati e molto simili ai loro gemelli squamosi.

A scopo economico? «Assolutamente no –dice convinto-. Sebbene mi siano state fatte tante offerte sia di vendita sia di esposizioni, non ho nessuna intenzione di vendere niente. Semplicemente mi regala una gioia enorme costruire questi pesci. L’unica cosa che mi piacerebbe un giorno è quella di esporli in una mostra unica con tutti i pezzi che ho costruito, descriverli con un cartellino e allestire una specie di acquario alternativo. Quello sì, soprattutto per i bambini».

«La mia attività –sottolinea – vuole essere piuttosto un messaggio. In pratica uno può costruire qualcosa dal niente, basta trovare dento di se il lato creativo ed è un lato che possediamo tutti. Così come si può cambiare lavoro a 40 anni e fare qualcosa di completamente nuovo. Il mio è più un esercizio mentale, devo sentirmi occupato, creare qualcosa e in cambio mi regala soddisfazioni. Quindi, costruisco pesci senza la pretesa che siano definiti ‘belli’, sono i miei e mi piacciono».

Le opere di Simone Pazzaglia, che finora erano rimaste nel suo laboratorio privato, adesso saranno messe in esposizione all’osteria follonichese “Il Pesce Innamorato” fino al 23 luglio. Successivamente, nei giorni 25 e 26 luglio, la mostra si sposterà al quartiere Senzuno in occasione della terza edizione del Grey Cat Street Club, durate il quale saranno 55 i pesci fantasiosi esposti nei vari punti del quartiere.

«Osservando l’orizzonte, – è la riflessione di Michele Di Iorio, curatore della mostra – il mare sembra un qualcosa di prossimo all’infinito che possa perdonarci un piccolo pezzo di plastica che vi gettiamo dentro. Un insignificante oggetto al cospetto di un gigante inimmaginabile. Il mare ha questo potere: far scomparire ciò che non ci serve più, toglierci il superfluo dalla vista. Ma il mare non è un distruggi documenti, il mare conserva e accumula la nostra incoscienza e finché penseremo da isolati o, meglio, da isole non ci renderemo mai conto che siamo parte di un continente antropomorfo in grado di far ammalare oceani interi. Miliardi di persone che compiono lo stesso gesto possono cambiare in peggio la vita del pianeta».

«Simone Pax Pazzaglia – continua Di Iorio -, di professione sommozzatore, fa l’inverso: raccoglie i rifiuti della società, li assembla, li colora, e gli dona una nuova vita imitando le vere forme dei fondali e li appende in casa oppure li lascia nel suo laboratorio. Crea totani formati da guanti, pesci palla fatti da una boa e tanti chiodi, pinne da sub che diventano la coda di un pesce e molto altro ancora. In questo gioco di recupero, il messaggio da vederci è piuttosto chiaro: il mare è il riflesso della nostra incoscienza ma potremmo sperare in un futuro migliore se iniziassimo tutti a togliere invece che gettare rifiuti. Come se ognuno di noi diventasse coscienziosamente un anticorpo per il genere umano stesso. A “Il Pesce Innamorato”, osteria di Follonica in via Santini, abbiamo il piacere di far da acquario ai suoi speciali pesci fino al 23 luglio e potrete ammirarli con ingresso libero senza alcun obbligo di consumazione».

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