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Canta Fiora: concerti, ospiti e grande pubblico. «La prima edizione è stata un successo»

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GROSSETO – Oltre venti performance e concerti in cinque giorni di Canta Fiora, la manifestazione realizzata dal 27 aprile al 1° maggio a Santa Fiora, sul Monte Amiata. Una prima edizione riuscita per la capacità di coinvolgimento degli artisti, dei cantori popolari,  del pubblico e della stampa nazionale –diversi i servizi sulle tv e radio- oltre a quella regionale e locale. Nata con il sostegno di Sorgenia e il patrocinio del Comune di Santa Fiora e organizzata da Vivodimusica con la direzione di Antonio Pascuzzo, l’iniziativa ha ridato nuova vita ai canti popolari, che in questo periodo invadono la Maremma e l’Amiata, insieme al Coro dei Minatori, ambasciatori indiscussi della musica e maestri nell’accoglienza. Luoghi magici come la Chiesa della Madonna della Neve, i Giardini di Sant’Antonio e la Peschiera hanno fatto da cornice a concerti rigorosamente acustici per rispettare gli ambienti e ricreare atmosfere che nell’essenzialità ritrovano la loro veste migliore.

Poi la piazza Garibaldi che ha rappresentato l’elemento di raccordo e l’Osteria “Sottolportone” allestita in modo rurale con fiori, iuta, panieri di vimini e fiasche per unire, anche in questo caso, la semplicità, la tradizione a sonorità moderne con i concerti di Gnut, di Suvi Valjus e Simone Scifoni, di Peppe Voltarelli; Indimenticabili, le sorprese, con Roy Paci ospite del quartetto manouche di Antonio Pascuzzo,che entra con un suo solo struggente galleggiando su una barca nella peschiera, poi a duettare nell’incanto della chiesa della madonna della neve con Carmine Ioanna, e di nuovo in piazza mescolato tra la gente incredula a suonare con i Minatori.

L’incanto di Micol che ha violato la clausura del convento delle Clarisse con i suoni accarezzati dell’arpa.

La poesia e la genialità di Gnut accompagnato dal sorprendente Alessio Sollo.

 E ancora i cori –Briganti di Maremma, Gruppo Folkloristico San Rocco, Pici ‘Gnoranti, Le donne di Magliano, la Banda del Torchio, Coro Sediciagosto- provenienti da tutta la Maremma grazie alla collaborazione con l’Archivio Tradizioni Popolari della Maremma, e i concerti di Rossoantico, Quartetto Euphoria, Simona Sciacca e Alessandro Chimienti, Carmine Ioanna, Radical Gipsy, Francesca Magdalena Giorgi, Micol Arpa Rock, la Leggera Electric Folk Band, i maggiaioli de La Selva, il giornalista Gino Castaldo e gli speaker Stefano Pozzovivo e Max De Tomassi. E infine tanta improvvisazione nelle jam session che hanno chiuso ogni serata.

La realizzazione dell’osteria è stata possibile grazie al sostegno e alla collaborazione del Consorzio Tutela Morellino di Scansano, Consorzio Tutela Pecorino Toscano, Alival, Caseificio Fontemozza, Caseificio Il Fiorino.

“Buona la prima” si potrebbe dire se si trattasse delle riprese di un film e Canta Fiora sembrava quasi un film con l’unica differenza che era tutto reale. E allora “buona la prima” anche per la musica bella che invade i borghi e li fa vivere di quei suoni fatti di tradizione, convivialità e un pizzico di follia.

Non è finita qui: la manifestazione rivive anche in questi giorni. Domani, venerdì 4 maggio, alle ore 23.05 su Rai 1 all’interno di TV7 un servizio sul festival.

 

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