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Stipendi più bassi per i medici maremmani: «Ricorreremo alle vie legali»

GROSSETTO – “Gli stipendi dei medici maremmani continuano a essere più bassi di quelli dei professionisti che operano negli ospedali di Siena e Arezzo, nonostante nell’estate 2017 sembrava che fosse stato raggiunto, a tale proposito, un accordo sindacale” a parlare sono i Dirigenti Veterinari della ex ASL9 di Grosseto che hanno scritto una lettera aperta a Desideri.

“Nell’estate del 2017 era uscita sulla stampa un’intervista del Direttore Desideri che annunciava il raggiungimento dell’accordo per la parificazione degli stipendi dei medici e veterinari facenti parte dell’ASL Toscana sudest – dicono i medici – nell’intervista Desideri rimarcava la volontà dell’Azienda di aver voluto questo accordo, perchè era giusto che dipendenti della stessa ASL, a parità di funzioni, avessero anche parità di stipendio”.

“Sono passati ormai alcuni mesi ma la situazione è rimasta la stessa – proseguono i medici – gli stipendi non hanno avuto nessun incremento, solo quelli dei direttori di U.O. sono stati parificati. Dalle voci che si rincorrono, sembra che l’accodo raggiunto e sottoscritto da due organizzazioni sindacali non preveda al momento nessun aumento di retribuzione per i medici grossetani”.

“Chiediamo, quindi al Direttore se è corretta questa situazione, e soprattutto ci sembra una presa di giro fare affermazioni che nella realtà sono smentite dai fatti – puntualizzano i dirigenti – crediamo che sarebbe stato più corretto dire che non c’erano le risorse per fare la parificazione, perchè si capisce bene che i colleghi di Arezzo e Siena mai avrebbero rinunciato al loro compenso a favore dei colleghi grossetani. Siamo consapevoli che il momento è delicato da un punto di vista economico e che l’Azienda ha necessità di fare politiche di ottimizzazione delle risorse, rimaniamo però perplessi quando, andando a vedere gli atti deliberativi, si scoprono aumenti economici a dirigenti amministrativi i cui incarichi sono difficilmente comprensibili”.

“Comunque rimane una situazione che deve essere sanata – concludono i medici – non crediamo che l’Azienda e la Regione non abbiano interessi a definire questa questione, sarebbe molto increscioso agire per vie legali e avvelenare sempre di più un clima che, al contrario, ha bisogno di essere il più sereno possibile, visto anche il lavoro che questa unificazione stà richiedendo”.

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