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Citizen science a scuola, sulla spiaggia: il progetto pilota del Museo di storia naturale

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GROSSETO – La scuola a pochi passi dalla spiaggia ha reso possibile un progetto unico nel suo genere. E ha fatto diventare gli studenti protagonisti di una disciplina nella quale il Museo di storia naturale della Maremma è tra le eccellenze internazionali: la citizen science, cioè la scienza partecipata dai cittadini. Il progetto pilota riguarda “la caratterizzazione dell’ecosistema costiero della baia di Talamone” e coinvolge gli studenti delle classi prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Civinini” di Albinia. L’iniziativa è partita dai docenti dell’istituto, che hanno richiesto di attivare una collaborazione con la struttura museale di Fondazione Grosseto Cultura. Il progetto è stato sostenuto anche da Vincenzo Cappelli, Giorgio Peri, Azienda Santa Lucia, Viaggi vacanze di Renzo Caprini e Simply (Nella foto: il gruppo di lavoro del progetto).

«Con questo progetto – dice Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale della Maremma – abbiamo invitato la scuola pubblica a interagire con la comunità scientifica nella raccolta di dati sugli ambienti naturali. È un percorso formativo complesso, multidisciplinare e ricco di spunti, anche per i docenti. Così come per il nostro museo, perché sta rappresentando un’occasione davvero stimolante per sperimentare un approccio più complesso rispetto ai consueti progetti di citizen science: il coinvolgimento dei ragazzi in ogni fase del processo scientifico, dalla ideazione alla raccolta dati, dalla interpretazione alla pubblicazione dei risultati».

Un percorso multidisciplinare, inoltre, perché coinvolge tante discipine diverse: dalle scienze (ecologia, botanica, zoologia) alla matematica (statistica), dall’informatica (inserimento dati e gestione di un database) all’arte (il disegno per identificare le specie), fino all’italiano (la stesura di un report del progetto). Il progetto prevede la formazione tramite le lezioni e le uscite sul campo, il campionamento degli invertebrati e dei banchi di posidonia, le analisi di laboratorio, l’interpretazione dei dati e la redazione di un report scientifico. «Negli ultimi anni – ricordano i docenti dell’istituto Civinini – nella sede di Fonteblanda abbiamo realizzato aule e laboratori didattici e desideravamo attivare una collaborazione con una istituzione scientifica prestigiosa come il Museo di storia naturale della Maremma, attivo in materia di citizen science a livello locale, nazionale e internazionale,tra i fondatori della European Citizen Science Association. Abbiamo trovato la base ideale per impostare un progetto pilota che offrisse agli studenti un percorso formativo e di ricerca calibrato sul territorio, con applicazioni pratiche. Inoltre la nostra scuola è in prossimità del golfo di Talamone, in un’area di particolare interesse naturalistico».

E negli ultimi mesi gli studenti si sono misurati sul campo con ottimi risultati: in un primo incontro, a metà dicembre, il progetto è stato illustrato alle classi sottoponendo agli studenti anche un questionario, mentre a gennaio è arrivato il momento della prima uscita di prova, seguita da un incontro in classe per mostrare agli studenti come raccogliere i dati dai campioni di posidonia e come conservare e riconoscere gli invertebrati catturati con le trappole. Tra febbraio e marzo altre tre uscite di campo, seguite da altrettanti incontri in classe per l’esame dei campioni e per l’inserimento dei dati raccolti in un file excel. Ora il programma prevede un’ultima uscita di campo, in aprile, cui seguiranno nel mese di maggio tre incontri in classe. Finora sono stati censiti 307 campioni animali nella seconda uscita e 378 nella terza uscita, tra i quali 197 anfipodi (crostacei) giovani e 89 adulti nella seconda uscita e 59 anfipodi giovani e 288 adulti nella terza uscita.

«Non posso che esprimere un vivo apprezzamento per il progetto – dice la dirigente dell’Istituto Civinini di Albinia, Roberta Capitini – sia perché è un esempio di apertura della scuola verso il territorio circostante e sia perché rappresenta l’applicazione pratica di una metodologia di studio e di lavoro attiva e stimolante che mira a sviluppare negli alunni competenze in termini di cittadinanza attiva e competenze chiave come il risolvere problemi, collaborare e partecipare, saper acquisire e comprendere le informazioni nonchè individuare collegamenti e relazioni. Insomma, imparare a imparare. Un ringraziamento speciale agli sponsor del nostro territorio, al Museo di storia naturale, con cui abbiamo stipulato una convenzione di collaborazione, e in particolare a tutti i docenti che hanno reso possibile l’avvio di questa esperienza con il loro impegno, entusiasmo e coinvolgimento attivo».

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