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Accoglienza turistica: Legambiente punta sull’innovazione e va in Francia

GROSSETO – Domani Lucense e Legambiente si confronteranno con le buone pratiche francesi per approfondire nuovi strumenti di governance territoriale e rilanciare il turismo delle aree interne toscane e liguri, quali innovazione ed eco-compatibilità dell’accoglienza turistica, destagionalizzazione, reti di impresa a supporto di nuovi prodotti esperienziali in grado di attrarre nelle aree interne quei “mercati in crescita” che chiedono autenticità, scoperta e bellezza.

Questi sono gli obiettivi del progetto transfrontaliero Italia – Francia, ViviMed, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del programma Interreg Marittimo, e di questo si parlerà nel workshop internazionale previsto l’ 11 Aprile a Villecroze, nell’Alto Var – Verdon (Provenza- Alpi- Cost’Azzurra); uno dei 10 territori pilota dove in questi mesi si sono tenuti i laboratori di co-progettazione turistica ViviMed e dove agli operatori locali coinvolti stanno concretizzando nuovi pacchetti turistici ideati per la primavera e l’autunno legati all’outdoor e al turismo esperienziale per famiglie.

Con la presenza di esperti e buone pratiche, il workshop rappresenterà quindi il primo banco di prova e confronto tra l’esperienza del Verdon e le altre realtà partner dove si stanno avviando le azioni progettuali. Per la Toscana sarà presente Lucense partner impegnato sul fronte della riqualificazione eco-compatibile del “sistema accoglienza”. Legambiente invece seguirà il progetto in Liguria dove nei prossimi mesi verrà coinvolto il territorio del Beigua.

In Toscana il progetto è coordinato dalla Regione Toscana, in collaborazione con Lucense e l’Università di Firenze (Dipartimento di Ingegneria e Architettura), e sono già stati avviati incontri di co-progettazione turistica a Castelnuovo Garfagnana e ad Arcidosso, sul Monte Amiata, riscontrando attenzione e partecipazione degli operatori locali. Il 4 maggio è previsto un secondo appuntamento proprio ad Arcidosso. In Lunigiana, invece, il percorso debutterà il prossimo 19 aprile a Pontremoli e già si registrano numerose adesioni.

I territori pilota (Barbagia, Montiferru, Ogliastra per la Sardegna – Regione capofila; Amiata, Garfagnana e Lunigiana per la Toscana; l’area del Beigua per la Liguria; Balagne e Corsica Meridionale per la Corsica e l’Alto Var-Verdone) sono stati selezionati per alcune importanti similitudini quali l’essere aree interne di grande valore naturalistico, con la presenza di siti rurali e borghi dal grande pregio storico e architettonico, con tradizioni culturali, artigianali ed enogastronomiche significative; ciononostante non ancora sufficientemente valorizzate turisticamente nonostante la presenza di esperienze e di servizi, che potrebbero divenire poli attrattivi importanti.

“Il progetto ViviMed – afferma Giovanni Gambini, presidente di Lucense – rappresenta un modo concreto e intelligente per mettere in relazione territori geograficamente distanti, condividere le esperienze già sviluppate nelle aree dell’entroterra e, per noi di Lucense, di promuovere e applicare anche ai progetti turistici i principi e le buone pratiche della piattaforma Abitare Mediterraneo. Condividiamo con ViviMed, infatti, lo sviluppo di un turismo sostenibile, attraverso la creazione di modelli ricettivi ecologici e attenti all’ambiente, grazie alla formula dell’albergo diffuso e alla riqualificazione dei borghi storici in un’ottica di efficienza energetica, bioedilizia e comfort abitativo. Argomenti, quest’ultimi, che Lucense, proprio con la piattaforma Abitare Mediterraneo, da anni promuove sul territorio, con il centro documentazione ed espositivo, con i laboratori del costruire sostenibile e gli incontri con professionisti, gli studenti e le aziende”.

“Siamo colpiti dalla dinamicità che sta dimostrando il progetto ViviMed – afferma Angelo Gentili Presidente di Circolo Festambiente di Legambiente che per il progetto cura la Comunicazione e le attività di animazione territoriale in Liguria– non solo per i tanti territori coinvolti, ma perché stanno emergendo delle realtà interessanti, attive e pronte a mettersi ulteriormente in gioco per promuovere un turismo che metta al centro il valore del territorio. Un valore che parte dalla consapevolezza della bellezza e della fragilità dell’ambiente, dall’importanza di tornare a valorizzare i propri borghi e che sta mettendo insieme le tante offerte territoriali in una proposta nuova in grado di conquistare quella fetta di “turismo attivo” che in questi ultimi anni sta trainando l’economia turistica non solo in Italia, ma in tutta Europa”.

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