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Gli animalisti protestano: sbagliato mettere trappole per catturare gli ibridi

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MONTE ARGENTARIO – Il CAART, Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana, esprime profonda preoccupazione per la decisione di installare gabbie trappola nell’area di Porto Ercole all’Argentario per catturare ibridi, cioè lupi incrociati con cani vaganti, o lupi o cani.

«La decisione segue alcuni avvistamenti nella zona e ha ottenuto l’avvallo dell’assessore Remaschi noto per le sue ‘maniere sbrigative  e definitive’ nei confronti degli animali selvatici – afferma Stefano Corbizi  Fattori portavoce CAART -. L’ISPRA, Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha dato parere favorevole e nel caso di catture di ibridi, questi saranno sterilizzati e inviati in strutture specializzate. I cani che dovessero finire nelle trappole sarebbero riportati al padrone o, se sprovvisti di microchip, indirizzati al canile».

«Il problema degli ‘ibridi’, incroci fra cane e lupo esiste, e se non si agisce diventerà un problema importante come il randagismo nel Sud, fonte di spese e dolore. Ma questo non è l’approccio giusto. Innanzi tutto in Toscana, regione che  vanta  civiltà e modernità, non dovrebbero  esserci cani vaganti come in zone molto più meridionali. I cani anche se a volte possono ‘scappare’, dovrebbero essere  sterilizzati e controllati. I proprietari non dovrebbero rilasciare sul territorio i loro cani  ‘interi ‘; anche i cacciatori, in gran numero nel grossetano, sono soliti abbandonare o “perdere” i loro cani nelle battute di caccia. Ricordiamo che la legge dice di destinare il 60% dei fondi  dati dallo Stato alle Regioni per la prevenzione del randagismo alla sterilizzazione, unico freno al proliferare del randagismo e conseguenze sul territorio».

«Il sindaco è il responsabile degli animali del suo Comune e ogni Comune ha il dovere  di proteggere i suoi cittadini ma non a scapito  degli animali, insegnando alla popolazione una corretta convivenza anche col lupo, animale protetto che peraltro non ha mai attaccato l’uomo perché lo teme e se ne sta lontano».  Conclude la nota.

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