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Contro disagio e marginalità, apre un “help center” alla stazione per aiutare i senzatetto

GROSSETO – Contrastare il disagio e la marginalità sociale attraverso un’azione di presidio del territorio e intercettazione del bisogno. E’ questa la prima parte del “Progetto stazioni”, che il Coeso Società della Salute grossetana ha avviato insieme alla Regione Toscana, all’Amministrazione comunale e alle Ferrovie dello Stato, grazie a un finanziamento regionale, e che prevede, nei prossimi mesi, l’apertura di un “help center” alla stazione di Grosseto, che possa orientare nel sistema dei servizi le persone senza dimora o che vivono situazioni di grave disagio.

“Questo progetto – ha spiegato Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso Società della Salute – si inserisce all’interno di tutte le altre azioni che la Società della Salute compie come strumento delle amministrazioni comunali, con l’obiettivo di fare rete e mettere insieme risorse, competenze e professionalità per ridurre le marginalità e la potenziali tensioni sociali”.

Intanto, dalla prossima settimana, inizierà il lavoro di monitoraggio del territorio con la costituzione di un’unità operativa di strada, realizzata dagli esperti dell’associazione Dog di Arezzo, partner del progetto.

Per tre giorni a settimana, una squadra di due operatori di strada, si muoverà nei dintorni della stazione e nelle altre aree frequentate dai senza dimora – le mura cittadine, il centro storico e altre strade grossetane – per cercare di mappare il territorio e avvicinare queste persone, provando a capire quali sono le loro problematiche, con l’obiettivo di orientarle, gradualmente, verso sistema dei servizi e favorire il loro reinserimento nella società, grazie anche alla collaborazione con associazioni e Terzo settore. “Siamo soddisfatti dell’avvio di questa attività – ha commentato Mirella Milli, assessore al Sociale del Comune di Grosseto – perché la presenza e l’attività degli operatori dell’associazione Dog rappresenta un possibile sostegno alle persone che vivono in uno stato di disagio, ma è anche un fattore di sicurezza e serenità per tutti gli altri cittadini. Il nostro intento, infatti, è quello includere e creare relazioni”.

Il team svolgerà la propria attività per quattro ore, in orario pomeridiano e serale, e sarà ben riconoscibile: gli operatori, infatti, indosseranno una divisa con il loghi del Coeso SdS e dell’associazione Dog e la dicitura “Street worker”. “Gli operatori di strada – spiega Roberto Norelli, dell’associazione Dog – agiscono intervenendo sulle situazioni che incontrano: non solo senza dimora, quindi, ma anche le altre marginalità che possono intercettare. Per fare questo è necessario capire il fenomeno, interpretarlo e proporre interventi mirati, che spesso contribuiscono a reinserire nella società chi si è, per varie ragioni, trovato ai margini”.

Accanto al servizio di mappatura e presidio delle strade cittadine, sarà attivo, in alcuni orari, un numero telefonico dedicato, al quale potranno rivolgersi non solo persone che hanno bisogno di informazioni, ma anche cittadini che vogliono segnalare particolari situazioni di disagio.

Si stima che siano circa 60 le persone senza dimora che vivono a Grosseto e che per la maggior parte siano uomini tra i 40 e 50 anni. Italiani e stranieri, alcuni si trovano in una situazione di difficoltà a causa degli effetti della crisi economica. L’attività che il Coeso e il Comune di Grosseto vogliono portare avanti attraverso il progetto è quella di offrire una risposta ai bisogni primari di queste persone – alloggio, cibo, abiti – secondari – ovvero igienici, sanitari, di istruzione – e relazionali, perché molto spesso la condizione di marginalità ha compromesso la capacità di rapportarsi con il mondo esterno. Per questo, tra il personale dell’associazione Dog coinvolto, sono previsti anche psicologi ed educatori.

Il “Progetto stazioni”, nel suo complesso
Accanto all’attività dell’unità di strada, il progetto, che sarà sperimentato per un anno, ha l’obiettivo di dare vita, in molte città della Toscana, a dei punti di intercettazione del bisogno e aiuto proprio all’interno delle stazioni. “Si tratta di un’attività realizzata da tempo in molti comuni toscani – ha spiegato Alberto Castagnini, operatore sociale del Coeso SdS – e Grosseto è il primo comune della Toscana sud est ad attuarlo”. “L’unità di strada è una sorta di ‘help center’, centro d’ascolto itinerante, e che si affiancherà poi allo sportello che apriremo alla stazione di Grosseto”.

Gli scali ferroviari, infatti, diventano spesso in maniera impropria rifugio per le persone che vivono ai margini nella società o che si trovano una condizione di povertà talvolta improvvisa, e possono quindi essere luoghi privilegiati per dare risposte immediate ai bisogni e indirizzare queste persone verso percorsi di fuoriuscita dal disagio. Inoltre, gli operatori dell’associazione Dog, insieme al Coeso e alle altre realtà del Terzo settore avranno anche il compito di mediare tra le figure che gravitano intorno alla stazione: personale della Ferrovie dello Stato, Polfer, ma anche titolari di esercizi commerciali, proprio per ridurre potenziali episodi di tensione.

Nella foto, da sinistra Elena Cerofolini e Luca Norelli (operatori associazione Dog), Alberto Castagnini (operatore sociale del Coeso SdS), Mirella Milli (assessore al Sociale del Comune di Grosseto), Fabrizio Boldrini (direttore Coeso SdS), Lucia D’Aprea (vice presidente associazione Dog), Roberto Norelli (operatore associazione Dog);

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