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A rischio la sezione fallimentare del Tribunale. De Martis: «Ripercussioni su singoli e imprese»

GROSSETO – «Nella seduta di ieri il Consiglio comunale di Grosseto ha approvato, all’unanimità, un ordine del giorno – promosso dal sottoscritto e firmato da tutti i capigruppo – per manifestare dissenso e preoccupazione rispetto all’ipotesi della soppressione della Sezione fallimentare del Tribunale di Grosseto». A parlare è il capogruppo in consiglio comunale della lista Mascagni sindaco Carlo De Martis.

«Questo infatti sarebbe uno degli effetti della Legge n. 151/2017, con cui il Governo è stato delegato ad emanare uno o più decreti legislativi per una riforma organica delle procedure concorsuali prevedendosi, tra l’altro, l’accorpamento delle sezioni fallimentari. Solo in Toscana sono destinate a scomparire ben sette sezioni fallimentari, tra cui quella di Grosseto che finirebbe per essere accorpata a Livorno e Pisa, verosimilmente presso il Tribunale di quest’ultima».

«Di tutta evidenza le ripercussioni negative che ciò avrebbe nei confronti di numerosi attori del nostro territorio, innanzitutto quanti, imprese e singoli cittadini, finiscono loro malgrado a dover partecipare ad una procedura concorsuale (vuoi in veste di debitori, vuoi in veste di creditori) – prosegue De Martis -. Ma oltre ai disagi organizzativi ed agli aggravi di ordine economico, gli effetti della perdita della Sezione fallimentare si tradurrebbero – il che forse è ancora più grave – anche in una marginalizzazione politica e sociale della nostra provincia, ed in una inevitabile disattenzione verso le vicende del mondo produttivo locale».

«Peraltro, allorché il processo di riorganizzazione degli uffici giudiziari che sta interessando le sezioni fallimentari non venisse tempestivamente ed efficacemente corretto, neppure può escludersi che nel medio periodo un analogo processo vada ad investire il Tribunale tout court, finendo per allontanare sempre di più le istituzioni dai cittadini».

«Analoghe preoccupazioni sono state già espresse anche dalle categorie professionali più direttamente coinvolte, avvocati e commercialisti, alle quali oggi si aggiunge dunque la voce del Consiglio comunale di Grosseto. La palla ora passa al Governo nazionale, cui sarà trasmesso l’ordine del giorno e, con esso, il dissenso e le preoccupazioni manifestati dal Consiglio comunale. Confidiamo allora che i rappresentanti della Maremma che oggi siedono in Parlamento, e che hanno personalmente approvato questo ordine del giorno, sapranno far valere le ragioni del nostro territorio». Conclude De Martis.

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