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Industria alimentare, stabile Grosseto. Ecco i settori che vanno meglio

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GROSSETO – La fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, rende noto che l’industria alimentare in Toscana è meno segnata dalla crisi del manifatturiero e anche la provincia di Grosseto conferma la tendenza con 259 imprese attive, che investono nella salute del consumatore.

Dal 2010 al 2017 l’industria manifatturiera in Toscana ha registrato un calo del numero di imprese attive del -7,1%, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che hanno saputo reagire: nel 2017 le imprese attive nell’industria alimentare in Toscana sono 2.960 (+0,3% sul 2016 e +4,9% sul 2010), posizionandosi così al 10° posto in Italia. Un comparto in cui l’attenzione verso il consumatore è sempre più alta: da un lato aumentano gli interventi di controllo e monitoraggio dei roditori (+9%), che possono causare danni alle aziende e problemi di salute ai consumatori, dall’altro cala l’uso di prodotti chimici, grazie a una normativa più stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”.
Questa la fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, elaborata su base dati InfoCamere-Movimprese e su dati interni.

A livello regionale, nel 2017 il numero più alto di aziende dell’industria alimentare si registra nella provincia di Firenze, con 612 imprese attive (+0,7% sul 2016). Seguono Lucca con 323 (-0,3%), Livorno con 313 (+1%), Pisa con 289 (+0,7%), Arezzo con 276 (-0,7%), Pistoia con 272 (+1,1%), Grosseto con 259 (-1,1%), Massa Carrara con 237 (-0,8%), Siena con 222 (+0,9%) e Prato con 157 (+1,3%).

E sul fronte della sicurezza alimentare? Secondo i dati di Anticimex in Toscana cresce l’attenzione delle aziende del settore sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale. Nel 2017, infatti, gli interventi eseguiti contro i roditori che, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agli impianti e di reputazione, sono aumentati del +9% rispetto all’anno precedente, un dato in linea con la media nazionale (+11%). Le imprese più “virtuose” sono quelle della provincia di Arezzo (+34%), Prato (+26%), Grosseto e Pistoia (+18%). Aumentano gli interventi, seppur con valori percentuali inferiori, anche a Livorno (+10%), Lucca (+8%) e Firenze (+5%); restano sostanzialmente stabili a Siena (+2%), mentre calano a Pisa e Massa Carrara.

Ma ad aver registrato nel 2017 il “boom” maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie (+52% sul 2016), che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre più “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attività in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni.

“Negli ultimi anni il settore alimentare ha confermato il suo ruolo strategico per il Paese, ponendo sempre più la salute del consumatore al centro della propria filiera – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia – Questo grazie a una normativa più stringente che non solo obbliga le aziende ad adottare un metodo di autocontrollo per identificare e neutralizzare i rischi possibili durante la produzione di un alimento, tra cui la presenza di infestanti, ma ha anche regolamentato l’uso dei prodotti chimici facendo in modo che vengano utilizzati solo se strettamente necessari ed in maniera mirata. A questo si aggiungono le nuove tecnologie che hanno un ruolo chiave per ridurre l’uso di questi prodotti, con un notevole vantaggio per la salute e per l’ambiente.”

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