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70 anni di sacerdozio per Don Luigi Corsi. A 93 anni è il decano dei preti della Diocesi

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GROSSETO – La diocesi di Grosseto è in festa con don Luigi Corsi, che martedì 27 marzo celebra 70 anni di sacerdozio. Don Luigi, che oggi ha 93 anni ed è il decano dei sacerdoti diocesani sia per età anagrafica che per anni di sacerdozio, venne ordinato presbitero il 27 marzo 1948 a Roma, nella Basilica di San Giovanni in Laterano. E’ canonico onorario del Capitolo della Cattedrale.

Don Luigi Corsi

Originario di Maenza (Latina), a 12 anni entra nello studentato degli Agostiniani a Viterbo dove avviò il percorso di formazione, proseguito poi a Roma nel convento di Santa Prisca e concluso al Pontificio Istituto Sant’Anselmo, sull’Aventino, dove don Luigi ha effettuato i vari passaggi accademici fino alla laurea in Teologia.

Novello sacerdote, fu inviato dai superiori agostiniani, che avevano intuito la sua passione per la pastorale, nel convento di Carpineto Romano, patria di Leone XIII, come cappellano Scout. Un’esperienza di due anni, poi nel 1950 fu trasferito a Genazzano come parroco della chiesa di San Giovanni, dove iniziò a sviluppare la pastorale per tutte le età, costituendo l’Azione Cattolica e arrivando ad avere 500 tesserati. A Genazzano don Corsi rimase 18 anni, mentre i superiori gli affidarono anche il Santuario della Madonna del Buon Consiglio. E legato a questo luogo c’è un aneddoto davvero bello.

Erano gli anni di pontificato di Giovanni XXIII e il 31 dicembre 1958 don Luigi partecipò, nella parrocchia vaticana di Sant’Anna, alla presenza del Pontefice, al canto del Te Deum per ringraziare dell’anno che si concludeva. Nell’occasione preparò una lettera di invito per il Santo Padre, perché venisse a visitare il santuario di Genazzano a pregare la Madonna del Buon consiglio per il buon esito del Concilio. Il Papa accettò l’invito e il 25 agosto 1959 venne pellegrino al Santuario. Era la prima volta, dalla presa di Roma, che un Pontefice usciva dal Vaticano per toccare il territorio italiano. Nel 1968 don Corsi venne trasferito a Roma. Quel trasferimento segna una svolta nuova nella sua vita sacerdotale. Don Luigi conosce il vescovo di Grosseto e con altri 7 sacerdoti agostiniani, nel 1970 si trasferisce nella diocesi maremmana. La sua prima destinazione fu la parrocchia di Borgo Carige, poi nel ’75, gli venne affidata la parrocchia di Braccagni, dove è rimasto parroco fino ai primi anni 2000.

Il sacerdozio di don Luigi Corsi si è realizzato anche coltivando una grande passione: il canto e la musica sacra. Il piccolo gruppo canoro a cui dette vita nei primi anni dal suo arrivo a Braccagni, è diventato poi la corale Livallia, conosciuta ben oltre i confini diocesani e che più volte ha potuto esibirsi davanti a Giovanni Paolo II. Ben cinque volte la Livallia ha animato le Messe capitolari in San Pietro, mentre nel 1983, Anno Santo della redenzione, animò la Messa papale per il Giubileo degli infermi, in piazza San Pietro. Giovanni Paolo II ricevette i coristi in Sala Nervi, insieme a don Luigi e al vescovo Adelmo Tacconi. Il 21 maggio 1989 il Papa santo venne pellegrino a Grosseto. La Livallia cantò per lui al momento dell’accoglienza in piazza Dante e poi animò la Messa allo stadio comunale.

Per molti anni don Corsi è stato responsabile diocesano della musica sacra, dando vita anche alla rassegna annuale dei cori, che continua ancora oggi.

Don Luigi festeggerà questo strapordinario anniversario con il vescovo Rodolfo e i sacerdoti partecipando, mercoledi 28 marzo alle 17, alla Messa crismale in Cattedrale. Sarà l’occasione per consegnare il libro da lui realizzato, che raccoglie le riflessioni sui Vangeli delle domeniche e delle principali feste liturgiche, nei tre cicli dell’anno liturgico, che don Corsi pubblica nella sua rubrica settimanale “Il tempo dello spirito”, sul portale Braccagni.info.

“Non potremmo vivere celebrare in modo più significativo la Messa crismale e i riti del triduo pasquale che celebrando la fedeltà di Dio verso un suo sacerdote, che da 70 anni lo serve con passione, amore, dedizione, competenza, zelo, soddisfazione – commenta il vescovo Rodolfo – Don Luigi è la testimonianza di quanta bellezza vi sia nella scelta sacerdotale, che sa riempire la vita pur tra fatiche e difficoltà, che non mancano nella vita di nessuno. Grazie don Luigi per questa testimonianza e per essere così attaccato alla nostra Chiesa diocesana”, conclude il Vescovo.

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