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Gioco d’azzardo, Mascagni: «Servono incentivi per chi rinuncia alle slot. Era una promessa elettorale»

GROSSETO – «Il gioco d’azzardo patologico è problema di sempre più vaste dimensioni che, come ci dicono i dati forniti da chi studia il problema, colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione, tanto da esser divenuta di fatto una delle peggiori tasse sulla povertà del nostro tempo». Ad intervenire i consiglieri comunali Lorenzo Mascagni (PD) Carlo De Martis (Lista Mascagni Sindaco) Manuele Bartalucci (PD) Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco) Circo Cirillo (PD) Marco Di Giacopo (PD) Catuscia Scoccati (PD).

«Si calcola che l’azzardo nel nostro paese assorbe quasi 100 miliardi di fatturato, sottratto all’economia reale, che soffre e chiude. Poiché questa realtà coinvolge la salute di un sempre maggior numero di cittadini, le istituzioni debbono iniziare ad occuparsene con maggiore incisività. Ed infatti sono molti i Comuni che in questi anni hanno adottato misure di contrasto al gioco d’azzardo patologico».

«E’ pertanto meritevole di plauso che l’Amministrazione comunale abbia predisposto un regolamento per disciplinare il gioco lecito e che verrà portato in discussione al prossimo Consiglio comunale del 26 marzo. Il regolamento proposto dalla Giunta Vivarelli recepisce pressoché integralmente quello approvato un anno fa dal Comune di Prato – prosegue l’opposizione -, aggiungendovi le nuove previsioni introdotte dalla Regione Toscana nel dicembre scorso, grazie alle quali sono stati ampliati i luoghi cd. sensibili ove non è possibile installare slot machines».

«Riteniamo però che l’azione dell’amministrazione possa e debba essere ancor più incisiva. Suggeriamo a tale riguardo due ambiti di intervento – affermano Mascagni e compagni -. Il primo, oggetto di un emendamento da noi proposto, è quello di avviare studi specifici sugli effetti del gioco d’azzardo patologico nel territorio Comunale, coinvolgendo ASL e associazioni che lavorano nel settore. Laddove venisse documentato l’effetto negativo, sarebbe possibile adottare motivati provvedimenti restrittivi a tutela della salute dei cittadini, che potrebbero resistere al vaglio della magistratura amministrativa».

«Il sindaco di Grosseto, troppo frettolosamente, emanò nell’ottobre 2016 un’ordinanza restrittiva, che limitava gli orari d’apertura delle slot; ma proprio perché non sorretta da studi specifici, come prevedibile, detta ordinanza non superò il vaglio della magistratura. Diversamente è accaduto, ad esempio, al Comune di Bergamo dove proprio gli studi sull’impatto dell’azzardo patologico sul territorio comunale hanno giustificato l’adozione di misure limitative a tutela della salute pubblica».

«Un secondo ambito di intervento trae spunto da una promessa elettorale del candidato sindaco Vivarelli Colonna così formulata: “Il gioco d’azzardo è ormai un’emergenza sociale. E’ per questo che uno tra i primi impegni sarà quello di combattere questa piaga, agevolando chi smantella e bandisce le slot e le altre macchinette mangiasoldi dai propri locali attraverso l’abbattimento della fiscalità comunale e la concessione di bonus economici”. Ebbene, la promessa di incentivi fiscali agli esercizi no slot, come del resto altre promesse elettorali, è sparita dai radar della nostra amministrazione comunale, mentre soluzioni del genere sono state già adottate da altri comuni, anche in Toscana. Per rimediare alla ‘dimenticanza’ della Giunta Vivarelli Colonna, con un apposito ulteriore emendamento proponiamo allora di inserire nella delibera che verrà vagliata dal consiglio comunale la previsione di introdurre bonus economici per gli esercizi ‘no slot’. Visti gli impegni elettorali presi con i cittadini, siamo convinti la maggioranza non avrà difficoltà ad accogliere la proposta».

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